Fibromialgia: nuovi sviluppi sulle cause della Malattia

La Fibromialgia viene definita come un’entità complessa, al punto tale che può essere definita una vera e propria sindrome. A causa della sua complessità nel poterla riconoscere, viene spesso chiamata con il nome di “Malattia Fantasma”.

In questo articolo illustriamo, in collaborazione con il Dott. Iorno Vittorio, Terapeuta del Dolore presso il Centro Medico Unisalus, in cosa consiste questa patologia e quali meccanismi la scatenano.

Cos’è la Fibromialgia?

Prima di presentare l’approccio terapeutico è necessario illustrare cos’è la Fibromialgia.

La Fibromialgia è definita dalla IASP, International Association Study of Pain, come un dolore nociplastico ovvero un dolore che nasce all’interno dei tessuti. Si stima che colpisca circa il 2-4% della popolazione.

La sindrome è descritta, dai pazienti che né soffrono, come un dolore diffuso, generalizzato e persistente che deriva dai muscoli.

Questo dolore può colpire vari distretti corporei, dalla colonna vertebrale, alle spalle, braccia e polsi.

Oltre al dolore, la Fibromialgia può comportare altri disturbi quali depressione e/o ansietà, insonnia e una ricerca continua di attenzioni, tutti sintomi in grado di influenzare negativamente lo stato di salute del soggetto.

Proprio a causa di questa moltitudine di sintomi e della difficoltà ad indentificare i segni di questa patologia, questa condizione viene spesso presentata come la “Malattia Fantasma”. 

Da cosa è causata la Fibromialgia?

E’ opinione comune che la Fibromialgia derivi da una disfunzione del sistema nervoso centrale. Questa considerazione, comunemente accettata a livello scientifico, è stata messa in discussione da recenti studi che evidenziano cambiamenti nell’attività del sistema nervoso periferico.

In particolar modo, si ritiene che questa sindrome sia provocata da una sensibilizzazione sia dei ricettori nocicecettivi periferici che dai recettori nocicecettivi centrali, in grado di provocare quindi la manifestazione dolorosa di cui si caratterizza la Fibromialgia.

Questa affermazione ci permette di spiegare quello che effettivamente si verifica e il motivo per cui si manifestano i sintomi, ma non spiega il motivo per il quale questo avviene.

Nuovo studio sulla Fibromialgia

Un recentissimo studio, compiuto sui topi, va alla ricerca della causa di questa sindrome e illustra come i neutrofili si infiltrino nei gangli sensoriali e medino il dolore cronico diffuso nella Fibromialgia.

I neutrofili sono dei granulociti polimorfonucleati che sono normalmente in circolazione nel nostro organismo. Normalmente, infatti, la loro funzione è quella di agire come mediatori primari della rapida difesa innata dell’ospite.

I pazienti con sindrome fibromialgica presentano, secondo quanto evidenziato da questo studio, un numero maggiore di neutrofili rispetto agli altri pazienti.

In particolare si evidenzia come l’infiltrazione dei gangli sensitivi da parte dei neutrofili (globuli bianchi), prelevati precedentemente da soggetti con fibromialgia, sia in grado di determinare una ipersensibilità agli stimoli meccanici comportando, di conseguenza, il manifestarsi del dolore tipico della malattia.

Questa sensitizzazione comporta, di conseguenza, l’instaurarsi di una cascata infiammatoria.

Secondo quanto osservato in questo studio, è possibile agire su questo fenomeno di sensibilizzazione, attraverso la modulazione di diversi sistemi di afferenza e di inibizione discendente da parte del sistema nervoso.

Questa modulazione può essere effettuata utilizzando farmaci anticonvulsivanti e antidepressivi dopaminergici i quali, pur rappresentando una valida soluzione, non sono comunque in grado di spegnere la cascata infiammatoria.

Come si può quindi agire per trattare la Fibromialgia?

Una soluzione molto valida è rappresentata dall’Ozonoterapia, una terapia sicura che permette di ottenere numerosi benefici nel trattamento della Fibromialgia.

L’utilità dell’Ozonoterapia

L’Ozonoterapia in questo ambito si rivela utilissima, in quanto questo trattamento consente di modulare la risposta immunitaria a uno stimolo infiammatorio, diminuendo sia l’interleuchina 1 sia il fattore di necrosi tumorale alfa, che a cascata innescano poi tutte le altre risposte.

Questo ci permette di poter affermare che una terapia con Ozono, somministrato per via endovenosa, ci permette di fornire una valida alternativa terapeutica o comunque una terapia in grado di migliorare la condizione fisica del paziente.

La somministrazione avviene a livello endovenoso poiché la somministrazione periferica in un paziente fibromialgico potrebbe diventare fonte di dolore.

L’utilizzo dell’Ozonoterapia, comunque, non esclude definitivamente la possibilità per il paziente di ricorrere all’utilizzo di farmaci anticonvulsivanti e antidepressivi per il trattamento della Fibromialgia.  

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