Steatosi epatica non alcolica

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Prima di parlare della steatosi epatica non alcolica, facciamo prima una breve panoramica sulla steatosi epatica.

Per steatosi epatica si intende l’accumulo di grasso all’interno del fegato per una percentuale maggiore del 5% del peso dell’organo.

La steatosi è divisa in due grandi gruppi eziologici. Può infatti essere causata da un abuso alcolico oppure può presentarsi anche in pazienti astemi o comunque con un consumo alcolico considerato sicuro. Ovvero minore di 20 grammi per le donne e minore di 30 grammi per gli uomini.

Questo secondo gruppo è l’argomento che affronteremo oggi. Che si chiama, appunto, steatosi epatica non alcolica.

Cos’è la steatoepatite non alcolica

La steatosi epatica non alcolica è una patologia del fegato grasso non correlata al consumo alcolico.

Per parlare di numeri possiamo dire che la steatosi non alcolica interessa nei paesi sviluppati circa il 20-25% della popolazione.

Ovviamente bisogna differenziare quella che è la steatosi da quelle che poi possono essere le sue problematiche legate a malattie del fegato. Infatti per steatosi intendiamo appunto, come abbiamo detto all’inizio, solo la presenza di grasso all’interno del fegato. Ma questo grasso non è detto che poi possa essere la causa di una malattia del fegato.

Tant’è che appunto ci sono dei pazienti che hanno grasso nel fegato senza avere un’infiammazione legata alla presenza di grasso. Tuttavia l’infiammazione può subentrare in un secondo momento.

Quindi, di per sé, anche solo avere il fegato grasso senza una malattia deve far scattare nel paziente o nel medico, che riscontra la presenza di steatosi, una serie di accorgimenti.

Epatite steatosica non alcolica: cause

Esclusi altri motivi di steatosi, che possono essere malattie autoimmuni o infezioni virali del fegato, la ragione principale di steatosi epatica non alcolica è una causa correlata alle malattie metaboliche. Quindi al sovrappeso, all’obesità, al diabete, all’ipertensione e ad alterazioni del metabolismo come ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia.

obesità steatosi epatica

Tant’è che appunto la nomenclatura ad oggi si è modificata e si parla di fegato NASH o fegato grasso legato a malattie metaboliche.

Ma andiamo per punti.

Come si fa la diagnosi?

La steatosi epatica NASH (Non Alcoholic Steatohepatitis) è una diagnosi facile, perché è una diagnosi ecografica. Tramite l’ecografia del fegato si può vedere appunto la presenza di un fegato brillante, ossia con all’interno il grasso. Quindi questo è il primo step. Di solito questa è la diagnosi più facile. Mentre altre volte si può riscontrare tramite TAC o risonanza, perché il paziente fa tali accertamenti per altri motivi.

Una volta riscontrato il grasso nel fegato, bisogna andare a sincerarsi che non ci sia un’infiammazione. E quindi si faranno esami ematici per andare a vedere la presenza di alterazioni degli enzimi del fegato. A quel punto parleremo di steatoepatite quando c’è l’infiammazione.

La biopsia epatica

Ovviamente il gold standard per la diagnosi è la biopsia epatica. Questa va a prelevare un frustolo di tessuto epatico e analizza la percentuale di grasso, che abbiamo detto deve essere sopra il 5%. Ma può essere 20%, 30%, 40%, 50% o anche di più.

Va a vedere anche la possibile infiammazione che questo grasso sta dando e i possibili danni a livello di organizzazione del fegato. Perché il grasso, oltre a dare l’infiammazione, alla lunga può portare alla presenza di fibrosi e alla presenza di cirrosi.

biopsia epatica

Quindi è ovvio che il gold standard sia una biopsia epatica. Al giorno d’oggi però tendiamo a optare prima per dei metodi non invasivi. Ossia ecografia, risonanza oppure fibroscan (con il riscontro anche di una stima indiretta del grasso del fegato attraverso un esame che è simile all’ecografia e che quindi ci dice sia l’infiammazione che la presenza di steatosi).

Malattia epatica non alcolica: ulteriori accertamenti

Abbiamo detto che stiamo parlando della steatosi nell’ambito di un gruppo di malattie più generali, ovvero la sindrome metabolica.

Il paziente dunque, una volta diagnosticata la steatosi, andrà screenato se non sono già note tutte queste patologie. E quindi andrà cercata una possibile alterazione del metabolismo lipidico, andrà controllata la pressione del paziente, il peso del paziente e la presenza di un eventuale diabete. In modo da andare poi a correggere tutti questi fattori.

Steatosi epatica non alcolica terapia

Al momento non abbiamo una terapia farmacologica adeguata ad hoc.

Gli studi clinici sono molti e si sta cercando soprattutto di lavorare con farmaci che vanno ad agire sul metabolismo dei lipidi o degli zuccheri. Questo perché appunto alla base di tutto il problema c’è un insulino resistenza, quindi un’alterazione del metabolismo sia degli zuccheri che dei lipidi.

Perciò si stanno utilizzando per esempio dei farmaci che venivano utilizzati per il diabete o per patologie come l’ipercolesterolemia.

insulino resistenza

Steatosi epatica non alcolica cura: modifica dello stile di vita

Ad oggi quindi non esiste un trattamento farmacologico ad hoc.

L’unica terapia è una terapia nelle mani del paziente. Consiste infatti nella modifica dello stile di vita.

Questo è molto importante perché il paziente, soprattutto se ha solo la NASH epatite, forse non capisce l’importanza. Quindi bisogna spiegare come un 25% dei pazienti con la steatosi può sviluppare una malattia del fegato, come abbiamo detto un’infiammazione, e un altrettanto 25% di questi pazienti può sviluppare una malattia grave come la cirrosi NASH. Oppure addirittura uno scompenso del fegato, che può causare anche la richiesta di un trapianto di fegato. Tanto che la richiesta di trapianto di fegato per una malattia metabolica è in costante aumento nei paesi industrializzati. La steatosi epatica non alcolica può portare inoltre allo sviluppo di cancro del fegato.

Quindi sono tutte informazioni che il paziente assolutamente deve avere ben chiare per essere motivato nel suo cambiamento di stile di vita.

NASH fegato: correzione fattori extraepatici

Bisognerà poi correggere eventuali fattori extraepatici. Quindi se c’è il diabete bisogna controllare il diabete. Se c’è la pressione alta è necessario assumere farmaci per abbassare la pressione. Se c’è il colesterolo alto bisogna assumere i farmaci per il colesterolo. Perciò occorre correggere il correggibile dal punto di vista farmacologico. Ma poi soprattutto è necessario incentivare il paziente a uno stile di vita sano.

Pertanto se il paziente è completamente astemio siamo a posto sul versante alcolico. Se il paziente ha un consumo moderato e sotto la soglia che abbiamo detto iniziale di alcol è meglio comunque sospendere il consumo alcolico. E poi soprattutto occorre modificare la dieta.

Dieta per epatopatia steatosica non alcolica

La dieta deve essere una dieta a basso contenuto calorico se il paziente è in sovrappeso od obeso. Come la maggior parte dei pazienti che abbiamo classificato avere la NAFLD (Non Alcoholic Fatty Liver Disease).

dieta basso contenuto calorico

Quindi il paziente deve adottare una dieta ipocalorica a basso contenuto di zuccheri e farine raffinate, come la farina bianca. Cioè deve assolutamente eliminare tutti i prodotti, snack, dolci, cibi spazzatura, bevande zuccherate, che hanno un alto indice glicemico. Soprattutto bisogna porre molta attenzione alle bevande, perché il paziente un po’ tende a dimenticare la parte di calorie apportata da queste ultime.

Deve poi tornare a favorire invece una dieta mediterranea con il consumo di cereali integrali. Quindi non l’abolizione completa dei carboidrati, ma un’attenzione alla scelta di carboidrati a basso indice glicemico.

Viene perciò fatta una dieta personalizzata ad hoc per il singolo paziente. Ma in linea generale deve avere le caratteristiche che ci siamo detti.

Inoltre, è essenziale affiancare alla dieta l’attività fisica.

Attività fisica per steatosi epatica non alcolica

Una dieta senza attività fisica non porterà a grandi risultati il paziente. Quindi bisogna incentivare il movimento.

Ovviamente anche qui dipende dalle condizioni della persona. Un paziente con delle comorbidità infatti non potrà essere invogliato a fare un’attività fisica uguale a quella di un giovane trentenne senza problematiche. Bisogna perciò aver sempre in mente il paziente.

Però in linea generale di solito l’indicazione è di muoversi e di fare attività fisica almeno 5 giorni a settimana. Un’attività fisica di tipo cardio, quindi che aumenti la frequenza cardiaca e la frequenza respiratoria per almeno una trentina di minuti. Per il paziente che può tollerarla l’indicazione è per esempio la cyclette, la camminata veloce, la corsa.

attività fisica steatosi epatica non alcolica

Ovviamente invece per un paziente con una serie di problematiche potrà essere anche solo quella di dire di utilizzare per gli spostamenti brevi le proprie gambe invece che l’auto o i mezzi pubblici.

Queste dunque sono le raccomandazioni. Si è visto che una perdita di peso anche solo del 10% impatta già in modo significativo sul miglioramento degli esami in chi ha un’infiammazione o sulla riduzione della steatosi per chi ha solo la presenza di grasso nel fegato.

Follow up epatite NASH

Ovviamente il follow up dipenderà dal grado di gravità di malattia nel paziente.

Con la sola steatosi le raccomandazioni possono essere quelle di essere seguito, anche non in ambito specialistico, dal proprio medico curante con ecografia addome annuale ed esami semestrali.

Mentre la presenza di comorbidità, di altre malattie o la presenza di un’infiammazione del fegato prevede assolutamente la presa in carico da parte di uno specialista per andare poi a decidere i successivi controlli.

Sindrome di NASH nel paziente magro

Esiste anche una condizione di steatosi epatica non alcolica legata al paziente magro.

Quindi non solo il paziente obeso o il paziente sovrappeso o il paziente diabetico possono avere questo problema. Anche se sono la maggior parte. Può invece esserci anche una quota di pazienti normopeso che mostra cirrosi epatica non alcolica.

In questi pazienti andranno indagate eventuali predisposizioni genetiche che inducono all’accumulo di grasso nel fegato oppure altre malattie oppure ancora altre alterazioni. Per esempio, alimentarsi in modo scorretto può portare paradossalmente a un accumulo di grasso nel fegato anche nel paziente magro.

Perciò bisogna ricordarsi che anche in questi pazienti non è da sottovalutare la possibilità di avere una steatosi epatica.

Il trattamento, se non ci sono cause correggibili farmacologicamente, sarà comunque una consulenza nutrizionale per capire dove sono gli errori e quali sono le modifiche che possono essere fatte.

consulenza nutrizionale

Steatosi epatica non alcolica: conclusioni

In conclusione, abbiamo affrontato a grandi linee l’argomento steatosi epatica non alcolica.

Questo per incentivare lo screening da parte dei colleghi.

Ma soprattutto anche per dire al paziente, che magari ha fatto un’ecografia per altri motivi dalla quale il medico ha rilevato la presenza di grasso nel fegato, di non sottovalutare il problema. Infatti in questo caso la persona deve sentire un medico per capire quali sono i successivi iter diagnostici e terapeutici.

Dettaglio Autore
Medico Gastroenterologo

La Dottoressa Federica Invernizzi è Medico Gastroenterologo a Milano. Effettua visite specialistiche presso il Centro Medico Unisalus ,insieme con gli esami ecografici delle anse intestinali. È iscritta all’albo dei Medici di Lecce al numero 1757.

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Medico Gastroenterologo

La Dottoressa Federica Invernizzi è Medico Gastroenterologo a Milano. Effettua visite specialistiche presso il Centro Medico Unisalus ,insieme con gli esami ecografici delle anse intestinali. È iscritta all’albo dei Medici di Lecce al numero 1757.

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