Sinus Pilonidalis

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INDICE SINUS PILONIDALIS

Per sinus pilonidalis intendiamo una situazione di tipo proctologico che è meglio conosciuta come Fistola Anale o cisti Sacrococcigea. Viene chiamata anche cisti pilonidale o fistola sacro coccigea.

Come vedete, sono tutti nomi diversi, ma che indicano la stessa cosa. Vanno cioè ad individuare una patologia benigna, caratterizzata da una lesione cistica che si localizza nella zona sacro coccigea.  Una piccola cisti vicino all’ano per semplificare il concetto.

La vera natura di questa patologia è ancora oggi oggetto di discussione, nel senso che c’è chi la definisce una patologia congenita, legata ad un errore dello sviluppo embrionale oppure una patologia cronica dovuta ad una inclusione pilifera.

Cioè dovuta ad un’alterazione della crescita e della fuoriuscita dei peli con una inversione ed una trattenuta degli stessi che si ritrovano in ciuffi all’interno di questa lesione (cisti)

Quindi, l’inclusione, è il motivo verosimile e più affidabile che conosciamo sulla natura di questa patologia. Un’inclusione pilifera che rimane silente anche per tutta la vita.

Può manifestarsi più frequentemente intorno alla seconda o terza decade di vita con un dolore locale.

Un fastidio anche in posizione seduta, che arriva a raggiungere episodi di ascessualizzazione. Ossia, si forma un episodio flogistico infetto per il quale può essere addirittura necessario un’incisione, con drenaggio chirurgico.

Sintomi e Cause di Sinus Pilonidalis

Come abbiamo visto, una delle presunte cause di sinus pilonidalis, patologia che comunque resta benigna, è legata al fatto che i peli nella zona sacro coccigea si includono.

Possiamo dire che la fistola anale è molto diffusa negli uomini giovani e nei ragazzi con una ricca copertura di peli soprattutto a livello della zona sacro coccigea.

Anche le ragazze non sono esenti da questa patologia, però l’incidenza, per queste ragioni, è maggiore negli uomini.

I sintomi si manifestano con un fastidio localizzato in regione sacro coccigea, la sensazione di coccige infiammato, fino ad un dolore vero e proprio con la possibilità di una tumefazione.

Per tumefazione intendiamo che si forma una pallina visibile che il paziente avverte come dolorosa e fastidiosa.

Soprattutto quando ci si siede o quando si prendono i piccoli traumi localizzati. Fastidio che si acuisce col passare del tempo, fino a che il problema diventa visibile e quindi clinicamente apprezzabile.

In ogni caso, ribadiamo il concetto. Una ciste coccigea è una problematica benigna, quindi contattate il vostro medico di fiducia per risolverla, ma senza preoccuparvi inutilmente.

Diagnosi di Sinus Pilonidalis

Una valutazione clinica del sinus pilonidalis, effettuata da parte di un esperto medico chirurgo, può essere sufficiente per procedere alla diagnosi della patologia.

Infatti il più delle volte la fistola anale è visibile ad occhio nudo. Anche se si tratta di una ciste sottocutanea, i segni si vedono.

Per sicurezza, grazie ad una ecografia dei tessuti molli della zona interessata, si può procedere ad una più accurata diagnostica della patologia.

Spesso è scambiata per un foruncolo intorno all’ano, ma il fatto che non si risolva da solo, deve essere un segnale per il paziente che deve, contattare il Proctologo.

Prevenire le Fistole Anali

Si può prevenire la fistola anale? Essendo una patologia cronica di cui non conosciamo l’origine e che può porre le sue radici a livello embrionale, non si può fare troppa prevenzione.

Quindi è importante che il paziente non si senta responsabile del fatto che non seguire alcuni comportamenti possa portare alla comparsa delle fistole anali.

Nel senso che qualunque accortezza messa in atto non previene il Sinus Pilonidalis. Ma si può solamente prevenire la fase acuta cioè prevenire il rischio che questa cisti sacrococcigea si infetti attraverso batteri all’interno della lesione/fessura che si viene a creare.

Tale situazione, come in tutti i casi di ascesso sottocutaneo, andrà incisa e trattata chirurgicamente in urgenza.

La terapia medica serve solo nel momento in cui si percepisce una possibile evoluzione ascessuale.

Che si può notare per esempio se compare rossore della cute, aumento della temperatura e un aumento della consistenza della cisti in quella regione.

A questo punto, è consigliato iniziare tempestivamente una terapia antibiotica ed antinfiammatoria per bloccare quello che chiamiamo il processo infettivo ed infiammatorio. In modo da evitare (e quindi prevenire) l’evoluzione della fase acuta.

Questo non vuol dire che stiamo curando la patologia, ma stiamo curando la fase acuta. La cura del Sinus Pilonidalis resta dunque un intervento di tipo chirurgico.

Sinus Pilonidalis Intervento

Attualmente la cura chirurgica migliore è quella mininvasiva che ci permette il più alto tasso di guarigione e soprattutto una gestione del post operatorio migliore.

L’intervento di sinus pilonidalis minimamente invasivo è basato sull’utilizzo di una telecamera,

Sarà necessario un piccolo taglio chirurgico, sotto i 5 mm, dentro cui far entrare una piccola telecamerina.

Attraverso di essa, si potrà attivare una fonte di energia laser o elettrobisturi, che serve per bruciare dall’interno la cavità da curare.

Anni addietro, la cisti pilonidale veniva asportata completamente ed era un’asportazione che veniva fatta “alla cieca”.

Questo rendeva necessaria una base asportazione di tessuto più ampia che poteva coinvolgere anche il tessuto sano.

Proprio perché, senza telecamerina, non si sapeva quali fossero i confini di questa regione cistica.

Ci trovavamo costretti, quindi, ad esportare molto più tessuto di quello che si prevedeva essere il quello colpito, con conseguenti elevati tempi di guarigione e di cicatrizzazione.

Ferite molto vaste, chiuse per seconda intenzione, lasciavano delle grosse lesioni estetiche: pertanto una ragazza o un ragazzo giovane, si portava dietro una ferita per tutta la vita.

Fortunatamente le nuove tecniche mini-invasive ci hanno risolto questo tipo di problema.

Tecnica EPSIT minimamente invasiva: come funziona

Questo intervento mini invasivo per la fistola sacro coccigea, si chiama EPSIT, che è un acronimo inglese che sta ad indicare in sostanza l’utilizzo di una telecamera.

Quindi richiama un tipo di chirurgia “sotto-visione” della cisti sacrococcigea. Non più alla cieca.

Questo è un approccio che potremmo addirittura definire ultra-mininvasivo.

Per quanto riguarda l’operazione del sinus pilonidalis si attua in anestesia locale e si può addirittura fare a livello ambulatoriale. Con una minima degenza, in Day hospital.

La ripresa è immediata in quanto il paziente, già il giorno dopo, può riprendere le proprie attività normalmente. Quindi rispetto al passato possiamo dire che, i tempi di guarigione della cisti pilonidale, si sono estremamente ridotti.

Le medicazioni per la fistola sacro coccigea non vengono più fatte con i vecchi zaffi, che erano garze lasciate all’interno della ferita aperta per impedire che la ferita chiudesse troppo velocemente.

Ma vengono eseguiti dei piccoli lavaggi di acqua fisiologica al mattino ed alla sera, effettuati con una siringa all’interno di questa piccola ferita di 4 o 5 mm.

La cisti pilonidale può essere recidiva, quindi, per qualsiasi dubbio o chiarimento in questi termini, è sempre consigliato parlarne con il medico curante.

Per saperne di più potere o per prenotare una visita con i nostri esperti Proctologi, potere chiamare la nostra segreteria al numero che trovate sul sito oppure compilate il form contatti per mandarci una mail.

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