Sindrome di Kawasaki

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Parliamo in questo articolo della sindrome di Kawasaki. Viene anche definita malattia di Kawasaki o morbo di Kawasaki, e colpisce i bambini solitamente sotto i 5 anni di età.

Cos’è la sindrome di Kawasaki

La sindrome di Kawasaki è una sindrome per fortuna rara, che causa un’infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite) in tutto l’organismo.

La sindrome colpisce i bambini molto piccoli.

Proprio per via di questa infiammazione e del fatto che si può estendere a tutti i vasi sanguigni del nostro corpo, bisogna prestare attenzione.

Possono infatti insorgere problemi gravi, quando vengono colpiti i vasi del cuore. Inoltre questa infiammazione può diffondersi e raggiungere anche reni e pancreas.

La sindrome di Kawasaki come abbiamo già accennato colpisce i bambini piccoli ed è molto rara. Può verificarsi anche in adolescenti o adulti, ma è ancora più rara.

Proprio per questo non sentiamo mai parlare di Sindrome Kawasaki Adulti, ma di Sindrome Kawasaki Bambini.

Sindrome di Kawasaki: le cause

Le cause della sindrome di Kawasaki sono sconosciute. Si presume che un’infezione virale possa essere una delle possibili cause scatenanti.

Questo o altri fattori scatenanti ancora non noti, possono provocare una risposta immunitari anomala, facendo emergere la malattia. Soprattutto in persone predisposte a tale patologia.

Per questo motivo, secondo alcune recenti notizie, Kawasaki e Covid19 possono essere strettamente correlate.

Sintomi della sindrome di Kawasaki

Sindrome di Kawasaki sintomi: quali sono?

L’esordio avviene con una febbre superiore ai 39° che può perdurare fino a tre settimane.

Una febbre quasi ad “elastico” nell’arco di queste settimane, cioè che tende a scendere e salire e poi ridiscendere ancora.

Gli occhi del bambino che soffre della Malattia Kawasaki, tendono a diventare più rossi, seppur tuttavia senza secrezioni.

Nei primi giorni tende anche ad apparire un’eruzione cutanea di colore rosso. Questo sfogo cutaneo, solitamente appare nella zona intorno al pannolino, sul tronco o sulle pareti della bocca.

Anche la lingua può essere colpita e avere dei piccoli sfoghi. La cosiddetta “lingua a fragola”.

In caso di sintomi vi è il sospetto che il bambino abbia la sindrome Kawasaki, il medico proporrà alcuni ulteriori accertamenti diagnostici come l’ECG e l’ecocardiogramma.

Sindrome di Kawasaki contagio: è possibile? Al momento non vi sono evidenze certe che la malattia sia contagiosa.

Eventuali complicanze

Malattia Kawasaki: complicanze.

Come detto, vi possono essere alcune complicazioni pericolose della sindrome di Kawasaki.

Si stima ad esempio che circa il 25% dei bambini affetti dal morbo soffrano di problemi di tipo cardiaco.

Alcuni dei quali possono sviluppare anche un problema molto grave come l’aneurisma coronarico.

Abbiamo detto infatti che questa sindrome porta alla vasculite nei bambini (vasculite di kawasaki, essendo legata a questo morbo o vasculite infantile), con tutte le complicazioni del caso.

L’infiammazione non si limita al cuore ma può colpire anche occhi, orecchi, cervello e fegato ad esempio.

Il trattamento tempestivo risolve nella maggior parte dei casi tutti questi sintomi e complicanze.

Diagnosi sindrome di Kawasaki

morbo di kawasaki

La diagnosi del morbo di Kawasaki (diagnosi Kawasaki) si ha attraverso criteri prestabiliti partendo dai sintomi e dall’esame obiettivo.

Con il supporto, come già accennato dell’elettrocardiogramma e dell’ecocardiogramma.

Attraverso altri esami di laboratorio.

Kawasaki Sindrome: se il bambino presenta almeno 4 sintomi dei 5 principali di questa patologie, il medico pone la sua diagnosi e prescrive gli ulteriori accertamenti.

Vengono ad esempio effettuate analisi del sangue al fine di escludere con certezza altre malattie che portano in dote sintomi simili.

Come ad esempio il morbillo e la scarlattina.

In caso di Malattia di Kawasaki accertata vengono spesso consultati Medici specialisti in cardiologia, soprattutto in cardiologia pediatrica o infantile.

Proprio per le possibili complicanze che abbiamo visto poco fa.

Sindrome di Kawasaki: il trattamento

malattia di kawasaki

Dalla sindrome di Kawasaki si guarisce? Questa è la domanda che spesso si fanno i genitori dei piccoli pazienti affetti dal morbo.

Abbiamo detto che le complicanze possono anche essere gravi, pertanto la prima indicazione è che il trattamento venga iniziato prima possibile.

Agire tempestivamente è fondamentale anche per quello che riguarda la prognosi della malattia.

Iniziare la cura della Malattia di Kawasaki entro i primi dieci giorni dalla comparsa dei sintomi riduce il rischio di coronaropatia arteriosa e permette alla febbre di scendere più rapidamente.

Anche i rush cutanei e il malessere generale si attenuano più velocemente se la terapia viene attuata subito.

I primi giorni di terapia prevedono la somministrazione di immunoglobulina ad alte dosi per via endovenosa (prima settimana). In aggiunta ad alto dosaggio di aspirina per bocca.

Col passare della febbre viene ridotto l’utilizzo dell’aspirina. Ma comunque, tale somministrazione, seppure minore, sarà continuata per 6-8 settimane.

Alla scomparsa dei sintomi e in assenza di aneurismi coronarici l’aspirina viene infine eliminata.

In caso contrario, soprattutto in presenza di problemi di aneurismi il trattamento con aspirina deve essere proseguito.

Proprio a causa dell’utilizzo di aspirina, i pediatri consigliano ai genitori di far fare ai piccoli sia il vaccino anti-influenzale che quello anti-varicella (età permettendo).

Questi vaccini riducono infatti il rischio di contrarre una altra sindrome.

Ovvero la sindrome di Reye che può colpire bimbi con influenza o con varicella.

Infine concludiamo il discorso sul trattamento dicendo che in caso di aneurismi di grosse dimensioni, il trattamento con anticoagulanti.

La prognosi

La risposta alla principale domanda se dalla malattia di Kawasaki si guarisce è positiva.

Con questo trattamento i bambini guariscono completamente dal morbo se nei primi due mesi dalla patologia non vengono intaccate le coronarie.

In caso contrario, l’esito è comunque variabile e può dipendere molto dal livello di gravità della malattia.

Sindrome di Kawasaki morte: l’intervento tempestivo scongiura nella quasi totalità dei casi questo evento.

Senza trattamento è stimato un tasso di mortalità di circa l’1%.

Circa il 67% degli aneurismi si risolvono, di solito, entro l’anno e vengono trattati spesso con farmaci anticoagulanti. Mentre gli aneurismi di grandi dimensioni hanno minori possibilità di risoluzione.

Anche se l’aneurisma trova risoluzione, il bambino affetto dalla Sindrome di Kawasaki, in questo caso, ha molte più probabilità di soffrire di cardiopatie da adulto.

Contatta il nostro centro per maggiori informazioni o per prenotare una visita.

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Centro Medico a Milano

Il Centro Medico Unisalus a Milano è un Poliambulatorio Specialistico Privato. Si trova vicino alla Stazione Centrale di Milano a pochi passi dal “Pirellone”. 

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