Medicina del lavoro

Malattie causate dalle attività lavorative, agenti chimici, agenti fisici e biologici, fattori di rischio psicosociali come lo stress, è di questo che si occupa quotidinamente chi si occupa di medicina del lavoro, il mantenimento e la  promozione della salute, della capacità lavorativa.

Che cos’è la Medicina del Lavoro?

E’ una disciplina ormai sociale, che fa parte della nostra quotidianità, è stato instituito un albo di medici competenti, professionisti con le loro professionalità che possono essere: igienisti, medici del lavoro stessi o medici legali.

La medicina del lavoro è una disciplina che nasce da lontano, quella  che ricordiamo in maniera più recente: è la famosa 626 del 94 che poi negli anni ha subito una serie di modifiche importanti e purtroppo con l’aumento del numero delle morti bianche che ci sono state negli ultimi decenni si è passato ad una stretta, nei confronti della normativa, creando questo testo unico sulla sicurezza che è detto legge 81 dell’aprile 2008.

È un decreto legislativo che poi ha subito varie modifiche con la legge 106 del 2009, che istituisce quelli che devono essere i criteri, le normative anche stringenti legati alla sorveglianza sanitaria sui luoghi di lavoro e di qui, poi le varie professionalità interessate dai controlli sanitari che il medico del lavoro in questo caso deve fare nelle singole aziende.

Quali sono alterazioni psicofisiche tra lavoratori quali le più gravi e quali le più diffuse?

Possono essere disparate, c’è uno stretto legame tra medicina del lavoro e inail.

L’inail, sappiamo essere un istituto che regola gli infortuni, le malattie professionali sui luoghi del lavoro, questo stretto legame è dovuto dal fatto che ogni mansione specifica nel ambito lavorativo, può avere delle patologie specifiche, tanto è vero che si può arrivare a parlare di malattie professionali: il livello base è il semplice rischio soggettivo e oggettivo che la mansione amministrativa dell’impiegato classica (può essere un difetto di postura piuttosto che un deficit visivo per l’esposizione quotidiana e continua  al monitor del computer) in questo caso si parla di video terminalisti, quindi dei deficit di carattere visivo o di carattere posturale legati alla colonna vertebrale: per esempio la formazione di ernie discali e così via, da malattie più gravi che possono essere; malattie di carattere dermatologico oppure tumori per l’esposizione a sostanze tossiche oppure patologie di carattere cardiaco per un eccessivo stress a seconda della mansione specifica ci può essere una patologia diversa che va affrontata con grande criterio quindi è importante poi creare e gestire per ogni singola mansione un protocollo sanitario che sia oggettivamente legato alla mansione del lavoratore in quel caso.

A parte il protocollo sanitario, ci sono delle direttive europee alle quali ad esempio il datore di lavoro e le aziende debbano attenersi?

Ma oggi le direttive europee sono molto simili tra di loro, la Francia per esempio ha una legislazione e una direttiva di normative molto vicina dal nostro testo unico, però il nostro testo unico legge 81 del 2008 ha fatto scuola e sta facendo scuola in tutta Europa e tanto è vero che basti pensare che la cultura lavorativa che viene acquisita da tanti lavoratori stranieri.

Esiste un protocollo sanitario specifico per la relativa mansione specifica, come ad esempio l’impiegato classico amministrativo, ossia il video terminalista, che ha come esame più importate – oltre all’esame posturale con la valutazione del rachide (con una visita amnestica approfondita) – l’esame visivo, quindi il vision test, cosa che non può essere ugualmente importante per la mansione di un operaio edile, dove l’esame più importante è ad esempio la spirometria con la valutazione delle capacità polmonari.

Quindi cambia il protocollo sanitario a seconda della mansione specifica.

Condividi: