Predisposizione genetica alla celiachia

Indice dei contenuti

Predisposizione genetica alla celiachia: in questo articolo vedremo se la celiachia sia ereditaria e se esistano test che rilevino una predisposizione genetica alla patologia.

Cominciamo facendo una panoramica di questa malattia.

Cos’è la celiachia

La celiachia è una malattia autoimmune che si verifica in persone geneticamente predisposte in cui l’ingestione di glutine provoca danni all’intestino tenue.

Le malattie autoimmuni si verificano quando il sistema immunitario non funziona correttamente e attacca i tessuti e gli organi del corpo. Dunque, senza una dieta rigorosa e priva di glutine, l’infiammazione derivante dall’iperattività del sistema immunitario può causare un’ampia varietà di sintomi che coinvolgono molte parti del corpo.

Si stima che colpisca 1 persona su 100. Le persone con un parente di primo grado celiaco (genitore, figlio, fratello) hanno un rischio di 1 su 10 di sviluppare la celiachia.

Inoltre, la celiachia può svilupparsi a qualsiasi età.

Se non trattata, infine, la patologia può portare a ulteriori gravi problemi di salute.

Cosa succede nel corpo

Quando le persone celiache mangiano glutine (proteina presente nel grano, nella segale e nell’orzo per esempio), nel loro corpo si attiva una risposta immunitaria che attacca l’intestino tenue.

Questo provoca danni ai villi, piccole sporgenze che rivestono l’intestino tenue e che favoriscono l’assorbimento dei nutrienti. Quando i villi vengono danneggiati, i nutrienti non possono essere assorbiti correttamente dal corpo.

predisposizione genetica alla celiachia villi

La cura

Attualmente l’unico trattamento per la celiachia è l’adesione per tutta la vita a una dieta rigorosamente priva di glutine. Perciò le persone celiache devono evitare alimenti e bevande contenenti farro, orzo, segale, frumento, avena e kamut.

L’ingestione anche solo di piccole quantità di glutine, come le briciole di un tagliere o di un tostapane, può quindi causare danni all’intestino tenue.

Tra gli alimenti concessi, invece, troviamo ad esempio riso, mais, grano saraceno, miglio, quinoa e patate.

celiachia alimenti permessi

Condizioni di salute a lungo termine

La celiachia non trattata, ossia la persona che non sa di essere celiaca o che non segue la dieta senza glutine, può portare a diversi disturbi a lungo termine.

Disturbi quali:

  • anemia da carenza di ferro
  • osteoporosi od osteopenia a esordio precoce
  • infertilità e aborto spontaneo
  • intolleranza al lattosio
  • carenze di vitamine e minerali
  • patologie del sistema nervoso centrale e periferico
  • insufficienza pancreatica
  • linfomi intestinali e altri tumori gastrointestinali (tumori maligni)
  • malfunzionamento della cistifellea
  • manifestazioni neurologiche (atassia, crisi epilettiche, demenza, emicrania, neuropatia, miopatia, leucoencefalopatia multifocale)
  • altri disturbi autoimmuni
  • eruzioni cutanee pruriginose (dermatite erpetiforme)
  • difetti dello smalto dei denti
  • affaticamento cronico
  • dolori articolari
  • scarsa crescita
  • pubertà ritardata

Uno studio del 1999, poi, ha scoperto che più tarda è l’età della diagnosi, maggiore è la possibilità di sviluppare un’altra malattia autoimmune.

Infine, anche alcuni problemi neurologici sono associati alla celiachia. Questi includono emicrania, depressione, disturbo da deficit di attenzione/iperattività e convulsioni ricorrenti (epilessia).

Molte persone celiache hanno uno o più dei problemi di salute elencati finora ma non presentano sintomi gastrointestinali.

Celiachia non diagnosticata

La celiachia spesso non viene diagnosticata perché molti dei suoi sintomi non sono specifici. Ciò dunque significa che può verificarsi sotto forma di molti disturbi. In media, una diagnosi di celiachia non viene fatta fino a 6-10 anni dopo l’inizio dei sintomi.

Alcune persone, poi, non sono sintomatiche, ossia non manifestano alcun disturbo. Tuttavia, le persone con celiachia silente hanno proteine immunitarie nel sangue (anticorpi) che sono comuni nella celiachia. Hanno anche un danno infiammatorio al loro intestino tenue che può essere rilevato con una biopsia.

In un piccolo numero di casi, poi, la celiachia non migliora con una dieta priva di glutine e progredisce in una condizione chiamata sprue refrattaria. Questa è caratterizzata soprattutto da un’infiammazione cronica del tratto gastrointestinale, un scarso assorbimento dei nutrienti e un aumentato rischio di sviluppare un tipo di cancro delle cellule immunitarie chiamato linfoma a cellule T.

Diagnosi di celiachia

Due esami del sangue possono aiutare a diagnosticare la celiachia:

  • l’esame sierologico cerca gli anticorpi nel sangue. Livelli elevati di alcune proteine anticorpali indicano una reazione immunitaria al glutine
  • i test genetici per gli antigeni dei leucociti umani (HLA-DQ2 e HLA- DQ8) possono essere utilizzati per escludere le celiachia

Ma ancora più importante: è essenziale avere una diagnosi di celiachia prima di cominciare la dieta senza glutine. Infatti, eliminare il glutine dall’alimentazione senza avere prima una diagnosi potrebbe far apparire normali i risultati degli esami del sangue.

Se i risultati di questi test indicano la celiachia, è probabile che il medico prescriva anche uno dei seguenti test:

  • endoscopia. Questo test utilizza un lungo tubo con una minuscola telecamera che viene messa in bocca e passata in gola (endoscopia superiore). La fotocamera consente al medico di visualizzare l’intestino tenue e prelevare un piccolo campione di tessuto (biopsia) per analizzare i danni ai villi
  • capsula endoscopica. Questo test utilizza una minuscola fotocamera wireless per scattare foto dell’intero intestino tenue. La fotocamera si trova all’interno di una capsula vitaminica, che il paziente ingerisce. Mentre la capsula passa attraverso il tratto digestivo, la fotocamera scatta migliaia di immagini che vengono trasmesse a un registratore

Il medico può anche raccomandare il Breath Test Glucosio se sospetta la celiachia.

predisposizione genetica alla celiachia endoscopia

Se il medico sospetta poi che la persona soffra di dermatite erpetiforme, potrebbe prelevare un piccolo campione di tessuto cutaneo da esaminare al microscopio (biopsia cutanea).

Genetica celiachia: come si svolge l’esame HLA-DQ2 e HLA- DQ8?

L’esame genetico DQ2/DQ8 esamina la presenza dei geni HLA DQ2/DQ8.

Il fatto che il test risulti positivo non dà però certezza di sviluppare la malattia. Determina infatti solo una predisposizione genetica alla celiachia, ossia una propensione a svilupparla. In questo caso allora è meglio adottare abitudini alimentari che evitino le complicanze della patologia.

Se, invece, il test risulta negativo, fornisce la sicurezza di non manifestare la celiachia nel corso della vita.

L’esame può essere effettuato in due modi: attraverso un prelievo di sangue oppure con un tampone buccale (meno invasivo) eseguibile anche presso il nostro Centro Medico Unisalus.

Ecco quindi come si determina la predisposizione genetica alla celiachia. 

Predisposizione alla celiachia

Esiste una predisposizione genetica alla celiachia? Cominciamo dicendo che la suscettibilità allo sviluppo della celiachia può essere ereditata ma che la malattia stessa non è ereditaria.

La celiachia è una patologia multifattoriale. Pertanto significa che più fattori interagiscono per causare la malattia.

La condizione è dovuta all’interazione tra i geni HLA-DQA1 e HLA-DQB1, geni non HLA meno conosciuti, gliadina (un componente del glutine) e altri fattori ambientali.

Sebbene i disturbi multifattoriali possano essere familiari, generalmente non seguono uno specifico modello di ereditarietà.

Nelle persone celiache il codice DQ sulle cellule (cellule T infiammatorie) nel rivestimento dell’intestino (mucosa) riconosce la proteina glutine e provoca un’infiammazione inappropriata. Infiammazione che non capita però alle persone non celiache. Quando una persona celiaca segue una dieta priva di glutine, quelle cellule sembrano non fare nulla. Ciò perché non vengono stimolate e l’infiammazione quindi non si verifica.

Predisposizione genetica celiachia

Genitori, fratelli o figli (parenti di primo grado) di persone celiache hanno una probabilità compresa tra il 4 e il 15% di sviluppare il disturbo. Tuttavia, il modello di ereditarietà è sconosciuto.

Ci sono, però, i test genetici di cui abbiamo parlato prima che possono aiutare le persone a ottenere una valutazione del rischio più personale. Le persone interessate a conoscere i rischi specifici per se stessi o per i propri familiari dovrebbero parlare con il proprio medico o con un genetista.

In questo modo potranno sottoporsi a delle analisi e conoscere la loro eventuale predisposizione genetica alla celiachia. 

Genetica celiachia: cosa sono HLA-DQA2 e HLA-DQB8?

I geni HLA noti per aumentare la suscettibilità alla celiachia sono chiamati HLA-DQA2 e HLA-DQB1. Questi geni forniscono indicazioni per la produzione di proteine utilizzate dal sistema immunitario.

Appartengono a una famiglia di geni, il complesso dell’antigene leuocitario umano (HLA), che aiuta il sistema immunitario a distinguere tra le proteine che appartengono al corpo da quelle prodotte da invasori estranei come virus e batteri.

Le proteine prodotte da questi due geni si legano l’una all’altra per formare proteine più grandi chiamate eterodimeri. Queste si uniscono alle proteine esterne alle cellule e aiutano il corpo a decidere se sono estranee. Gli eterodimeri rispondono in modo diverso a seconda delle versioni (alleli) dei geni HLA-DQA2 e HLA-DQB1 di una persona.

Combinazioni specifiche di alleli del gene HLA-DQA1 e HLA-DQB1, chiamate aplotipi, sono associate alla suscettibilità alla celiachia. L’aplotipo HLA-DQ2 risulta da alcuni alleli HLA-DQA1 e l’aplotipo HLA-DQ8 risulta da alcuni alleli HLA-DQB1.

Il 30% della popolazione ha uno degli alleli HLA associati alla celiachia che causa la suscettibilità a DQ2 e/o DQ8. Ma solo il 3% delle persone con uno o entrambi sviluppa la patologia.

Pertanto, avere questi alleli non significa che una persona abbia o avrà la celiachia. Tuttavia, non avere la suscettibilità a DQ2 e DQ8 riduce il rischio di questa malattia di una persona a meno dell’1% (meno di 1 su 100).

In conclusione, avere una predisposizione genetica alla celiachia non significa sviluppare la patologia. 

predisposizione genetica alla celiachia HLA test

Predisposizione genetica alla celiachia: fatti noti

Per quanto riguarda la predisposizione celiachia, è inoltre noto che:

  • le persone con solo HLA-DQ8 hanno molte meno probabilità di avere la celiachia rispetto a quelle con solo HLA-DQ2
  • tra coloro che sono affetti dalla patologia, non c’è differenza nella gravità dei sintomi tra le persone con solo DQ2 o solo DQ8
  • chi presenta HLA-DQ2 e HLA-DQ8 non sembra essere maggiormente a rischio di celiachia rispetto a quelle che hanno solo HLA-DQ2
  • le persone con HLA-DQ2 e HLA-DQ8 hanno maggiori probabilità di avere la celiachia rispetto a quelle con solo HLA-DQ8

Predisposizione genetica celiachia vuol dire sviluppare la patologia?

Il 30% della popolazione generale ha una predisposizione genetica alla celiachia.

Però solo il 3% degli individui con una suscettibilità genetica alla celiachia la sviluppa poi effettivamente. Questo perché altri fattori svolgono un ruolo significativo nello sviluppo della condizione. Fattori ambientali e cambiamenti in altri geni (che ancora non si conoscono a fondo) influenzano lo sviluppo di questa malattia.

Ecco qui concluso il nostro articolo “Predisposizione genetica alla celiachia”. Per avere maggiori informazioni o per prenotare un consulto  non esitare a contattarci.

Vademecum del celiaco

Di seguito troverete le tabelle degli alimenti concessi, vietati e a rischio per le persone che devono seguire una dieta senza glutine.

cibi permessi

Alimenti Permessi

Cibi naturalmente senza glutine perciò non a rischio per i soggetti celiaci e che non subiscono un processo di contaminazione durante il loro presso produttivo 

cibi a rischio

Cibi a Rischio

Prodotti che potrebbero avere glutine e per i quali è quindi necessario controllare gli ingredienti e i processi di produzione

cibi vietati

Prodotti Vietati

Cibi che contengono glutine, pertanto non sono idonei

Cereali, Tuberi, Farine e Derivati

  • Riso in chicchi
  • Mais (granoturco) in chicchi, cotto al vapore
  • Grano saraceno in chicchi
  • Amaranto in chicchi
  • Miglio in semi
  • Quinoa in semi
  • Sorgo in chicchi
  • Teff in chicchi
  • Fonio in chicchi
  • Tuberi (patata, patata dolce, patata messicana, manioca, topinambur, ecc.)
  • Prodotti sostitutivi presenti nel Registro Nazionale del Ministero della Salute

  • Mix di cereali permessi, mix di cereali permessi e legumi
  • Farine, fecole, amidi (es. maizena), semole, semolini, creme e fiocchi dei cereali permessi
  • Malto, estratto di malto dei cereali permessi
  • Estratto di malto dei cereali vietati
  • Farina di: ceci, soia, castagne, mandorle, nocciole, ecc.
  • Tapioca (farina di manioca)
  • Amido di frumento deglutinato
  • Prodotti per prima colazione a base di cereali permessi (soffiati, in fiocchi, muesli)
  • Cialde, gallette dei cereali permessi
  • Crusca dei cereali permessi
  • Farina per polenta precotta ed istantanea, polenta pronta
  • Fibre vegetali e dietetiche
  • Pop-corn confezionati
  • Risotti pronti (in busta, surgelati, aromatizzati)
  • Prodotti a base di avena (farine, pasta, biscotti, ecc.)
  • Couscous, tacos, tortillas da cereali permessi
  • Prodotti sostitutivi (es. mix di farine, pane e sostituti del pane, pasta)

  • Frumento (grano)
  • Farro
  • Orzo
  • Segale
  • Monococco
  • Grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut®)
  • Spelta
  • Triticale
  • Avena in chicchi (destinata al consumatore finale)
  • Farine, amidi, semole, semolini, creme e fiocchi dei cereali vietati
  • Primi piatti preparati con i cereali vietati (paste, paste ripiene, gnocchi di patate, gnocchi alla romana, pizzoccheri, crêpes)
  • Pane e prodotti sostitutivi da forno, dolci e salati, preparati con i cereali vietati (pancarrè, pangrattato, focaccia, pizza, piadine, panzerotti, grissini, crackers, fette biscottate, taralli, crostini, salatini, cracotte, biscotti, merendine, pasticcini, torte)
  • Germe di grano
  • Farine e derivati etnici: bulgur (boulgour o burghul), couscous (da cereali vietati), cracked grano, frik, greis, greunkern, seitan, tabulè
  • Crusca dei cereali vietati
  • Malto dei cereali vietati
  • Prodotti per prima colazione a base di cereali vietati (soffiati, in fiocchi, muesli, porridge)
  • Polenta taragna (se la farina di grano saraceno è miscelata con farina di grano)

Latte, Latticini, Formaggi e Sostitutivi vegetali

  • Latte: fresco (pastorizzato), a lunga conservazione (UHT, sterilizzato), delattosato o ad alta digeribilità, non addizionato di aromi o altre sostanze (ad eccezione di vitamine e/o minerali)
  • Formaggi freschi e stagionati anche se delattosati e/o light
  • Latte per la prima infanzia (0-12 mesi)
  • Formaggi
  • Yogurt greco (contenente unicamente latte, crema di latte e fermenti lattici) non addizionato di aromi o altre sostanze
  • Latte fermentato, probiotici (contenenti unicamente latte/yogurt, zucchero e fermenti lattici)
  • Parmigiano Reggiano DOP e Grana Padano DOP grattugiati
  • Latte in polvere non addizionato di altri ingredienti
  • Yogurt naturale (magro o intero) anche se delattosato
  • Panna: fresca (pastorizzata) e a lunga conservazione (UHT) anche se delattosata, non miscelata con altri ingredienti, a esclusione di carragenina (E 407)
  • Yogurt bianco cremoso senza aggiunta di addensanti, aromi o altre sostanze (contenenti unicamente yogurt, zucchero e fermenti lattici)

  • Panna: a lunga conservazione (UHT) condita (ai funghi, al salmone, ecc.), montata, spray, vegetale
  • Yogurt alla frutta, “al gusto di…”, cremosi
  • Bevande a base di latte, soia, riso, mandorle, cocco, ecc…
  • Yogurt di soia, riso
  • Formaggi fusi, fusi a fette, formaggini, vegetali (es. tofu)
  • Bevande a base di avena
  • Formaggi light con aggiunta di addensanti, aromi o altre sostanze
  • Yogurt greco con aggiunta di addensanti, aromi o altre sostanze
  • Creme, budini, dessert, panna cotta a base di latte, soia, riso
  • Yogurt bianco cremoso con aggiunta di addensanti, aromi o altre sostanze
  • Latte in polvere addizionato di altri ingredienti
  • Omogeneizzati di formaggio
  • Latte condensato
  • Formaggio grattugiato o mix di formaggi grattugiati ad esclusione di Grana Padano DOP e Parmigiano Reggiano DOP
  • Latte addizionato/arricchito con fibre, cacao, aromi o altre sostanze (ad eccezione di vitamine e/o minerali)
  • Formaggi spalmabili con aggiunta di addensanti, aromi o altre sostanze
  • Latte di crescita (1-3 anni)
  • Fiocchi di latte con aggiunta di addensanti, aromi o altre sostanze
  • Latte fermentato, probiotici con aggiunta di addensanti, aromi o altre sostanze

  • Piatti pronti a base di formaggio impanati con farine vietate
  • Yogurt al malto, ai cereali, ai biscotti
  • Latte ai cereali, ai biscotti

Carne, Pesce e Uova

  • Tutti i tipi di carne, pesce, molluschi e crostacei tal quali (freschi o congelati) non miscelati con altri ingredienti (a esclusione di: sale, zucchero, solfiti, acido citrico, acido ascorbico, citrato di sodio, ascorbato di sodio e carbonati di sodio)
  • Pesce conservato: al naturale, sott’olio, sott’aceto, sotto sale, affumicato, privo di additivi, aromi e altre sostanze (a esclusione di solfiti, acido citrico e acido ascorbico)
  • Uova (intere, tuorli o albumi) liquide pastorizzate prive di additivi, aromi e altre sostanze (non aromatizzate)
  • Bresaola, Culatello, Lardo, Prosciutto crudo, Speck
  • Uova

  • Salumi e insaccati di carne suina, bovina o avicola (coppa, cotechino, mortadella, pancetta, prosciutto cotto, salame, salsiccia, würstel, zampone, affettati di pollo o tacchino, ecc.)
  • Conserve di carne (es. carne in scatola, in gelatina)
  • Hamburger
  • Uova (intere, tuorli o albumi) in polvere
  • Pesce conservato: al naturale, sott’olio, sott’aceto, sotto sale, affumicato, addizionato di altre sostanze (a esclusione di solfiti, acido citrico e acido ascorbico)
  • Omogeneizzati di carne, pesce, prosciutto
  • Piatti pronti o precotti a base di carne o pesce
  • Uova (intere, tuorli o albumi) liquide pastorizzate aromatizzate
  • Surimi

  • Carne o pesce impanati (cotoletta, bastoncini, frittura di pesce, ecc.) o infarinati o miscelati con pangrattato (hamburger, polpette, ecc.) o cucinati in sughi e salse addensate con farine vietate

Verdure e Legumi

  • Tutti i tipi di verdura tal quale (fresca, essiccata, congelata, surgelata, liofilizzata)
  • Verdure cotte al vapore/lessate anche se addizionate di sale, acido ascorbico e acido citrico
  • Funghi freschi, secchi, surgelati tal quali
  • Tutti i legumi tal quali (freschi, surgelati, secchi e in scatola) o costituiti unicamente da acqua, sale, zucchero, anidride solforosa, acido ascorbico, acido citrico, concentrato di pomodoro: carrube, ceci, cicerchia, fagioli, fave, lenticchie, lupini, piselli, soia
  • Preparati per minestrone (surgelati, freschi, secchi) costituiti unicamente da ortaggi (verdure, legumi, patate)
  • Verdure, funghi conservati (in salamoia, sott’aceto, sott’olio, sotto sale) se costituiti unicamente da: verdure e/o funghi, acqua, sale, olio, aceto, zucchero, solfiti, acido ascorbico, acido citrico, spezie e piante aromatiche

  • Preparati per minestrone costituiti da ortaggi e altri ingredienti
  • Passate di verdura
  • Zuppe e minestre con cereali permessi
  • Mix di legumi, mix di legumi e cereali permessi
  • Piatti pronti a base di verdura surgelata precotta (es. verdure e formaggio)
  • Patate surgelate prefritte, precotte
  • Verdure conservate, cotte al vapore/lessate miscelate con altri ingredienti
  • Purè pronto, istantaneo o surgelato
  • Fiocchi di patate
  • Verdure grigliate (in salamoia, sott’olio, surgelate)
  • Patatine confezionate in sacchetto (snack)
  • Omogeneizzati di verdure

  • Minestroni, zuppe, ecc. con cereali vietati
  • Verdure impanate, infarinate, in pastella con ingredienti vietati

Frutta

  • Tutti i tipi di frutta tal quale (fresca e surgelata)
  • Frutta disidratata, essiccata non infarinata anche se addizionata di zucchero, sciroppo di glucosio o di glucosio-fruttosio, miele, olii vegetali, solfiti, acido citrico e acido ascorbico (datteri, fichi, prugne secche, uva sultanina, ecc.)
  • Tutti i tipi di frutta secca con e senza guscio (tostata, salata anche se addizionata di olii vegetali)
  • Frutta sciroppata anche se addizionata di acido citrico, acido ascorbico, succo, zucchero, sciroppo di glucosio o di glucosio-fruttosio
  • Frullati, mousse e passate di frutta costituiti unicamente da frutta, zucchero, acido ascorbico (E300 o vitamina C) e acido citrico (E330)

  • Frutta disidratata, essiccata non infarinata addizionata di altri ingredienti
  • Frullati, mousse e passate di frutta miscelati con altri ingredienti
  • Frutta candita, caramellata, glassata
  • Omogeneizzati di frutta
  • Farina e granella di frutta secca (cocco, mandorle, nocciole, castagne, ecc.)

  • Frutta disidratata infarinata (fichi secchi, ecc.)

Bevande e preparati per bevande

  • Bevande analcoliche gassate/frizzanti (sode) quali gassosa, acqua tonica, cola, chinotto, aranciata ecc. comprese le varianti a ridotto o nullo contenuto calorico (es. “light” e “zero”)

  • Nettari, succhi di frutta e bevande alla frutta non addizionati di vitamine o altre sostanze (conservanti, aromi, coloranti, ecc.), a esclusione di: acido ascorbico (E300 o vitamina C), acido citrico (E330), zucchero, fruttosio, sciroppo di glucosio o di glucosio-fruttosio

  • Bevande a base di latte, soia, riso, mandorle, cocco, ecc…
  • Frappè (miscele già pronte, in polvere)
  • Bevande al gusto di caffè al ginseng
  • Integratori salini (liquidi / in polvere)
  • Acqua aromatizzata, addizionata di sali minerali e/o vitamine
  • Bevande a base di avena
  • Nettari, succhi di frutta e bevande addizionati di vitamine o altre sostanze
  • Preparati per bevande al cioccolato/cacao, cappuccino
  • Sciroppi per bibite e granite
  • Effervescenti per bevande

Caffè, Tè, Tisane

  • Caffè, caffè decaffeinato, caffè in cialde e in capsule
  • Tè, tè deteinato, camomilla, tisane (sfusi, in filtro, bustina) costituiti da erbe, frutta e aromi e olii essenziali

  • Caffè al ginseng, bevande al gusto di caffè al ginseng
  • Tè, camomilla, tisane (liquidi, solubili e preparati in polvere)
  • Cialde per bevande calde
  • Caffè solubili
  • Tè, tè deteinato, tisane (sfusi, in filtro, bustina) costituiti da erbe, frutta e aromi addizionati di altri ingredienti (es. cioccolato, meringa, caramello)

  • Caffè solubile, surrogati del caffè, bevande e preparati a base di cereali vietati (es. orzo) ad esclusione di quelli con dicitura senza glutine

Alcolici

  • Vino, spumante anche se addizionato di solfiti
  • Distillati (cognac, gin, grappa, rhum, tequila, whisky, vodka) non addizionati di aromi o altre sostanze

  • Bevande alcoliche addizionate con aromi o altre sostanze (es. liquori, distillati addizionati con altre sostanze)
  • Birre da cereali permessi
  • Sidro

  • Birre da malto d’orzo e/o di frumento ad esclusione di quelle con dicitura senza glutine

Dolciumi

  • Miele, zucchero (bianco, di canna, in granella)
  • Marmellate, confetture, gelatine e composte di frutta, creme di marroni
  • Radice di liquirizia grezza
  • Maltodestrine e sciroppi di glucosio, incluso il destrosio anche di derivazione da cereali vietati
  • Fruttosio puro, stevia (anche in polvere senza
    l’aggiunta di altri ingredienti)
  • Sciroppo di: agave, acero, riso, ecc…

  • Cacao in polvere
  • Caramelle, canditi, confetti, gelatine, chewing-gum
  • Cioccolato (con e senza ripieno), creme spalmabili
  • Decorazioni per dolci (praline, codette, coloranti alimentari)
  • Dolcificanti: sorbitolo, maltitolo, mannitolo, isomalto, xilitolo,
    eritritolo, a base di stevia, aspartame, saccarina, ecc…
  • Gelati industriali o artigianali, semilavorati per gelati casalinghi/gelateria
  • Marrons glacés
  • Pasta di zucchero, marzapane
  • Preparazioni a base di frutta
  • Torrone, croccante
  • Zucchero a velo, aromatizzato

  • Cioccolato con cereali vietati
  • Torte, biscotti e dolci preparati con farine vietate e/o ingredienti non idonei

Grassi, Spezie, Condimenti e Varie

  • Burro, burro delattosato, burro chiarificato, strutto, burro di cacao
  • Aceto di vino (non aromatizzato)
  • Olii vegetali
  • Aceto Balsamico Tradizionale DOP: di Modena, di Reggio Emilia; Aceto Balsamico di Modena IGP
  • Condimenti Balsamici non DOP e non IGP
    se costituiti solo da mosto d’uva cotto, aceto di vino e solfiti
  • Aceto di mele
  • Lievito (di birra): fresco, liofilizzato, secco
  • Bicarbonato di sodio, ammoniaca per dolci, cremor tartaro tal quali
  • Estratto di lievito
  • Agar-Agar in foglie
  • Pappa reale, polline
  • Passata di pomodoro, pomodori pelati, polpa di pomodoro e concentrato di pomodoro non miscelati con altri ingredienti ad esclusione di acido ascorbico (E300 o vitamina C) e acido citrico (E330), succo di pomodoro, zucchero, sale
  • Pepe, sale, zafferano
  • Spezie ed erbe aromatiche tal quali anche se addizionate di sale
  • Curry costituito esclusivamente da spezie e piante aromatiche
  • Succo di limone non addizionato di altri ingredienti (a esclusione di metabisolfiti e olio essenziale)
  • Semi (canapa, chia, girasole, lino, sesamo, zucca, ecc.) tal quali o tostati e salati non addizionati di altri ingredienti

  • Aceto aromatizzato, condimenti balsamici non DOP e non IGP addizionati di altri ingredienti ad esclusione di mosto d’uva cotto, aceto di vino e solfiti
  • Glassa, crema a base di aceto e/o altri ingredienti
  • Besciamella con farine dei cereali permessi
  • Burro light, margarina e margarina light
  • Lievito di birra fresco liquido
  • Condimenti a composizione non definita
  • Sughi pronti (ragù, pesto, ecc.)
  • Mix di semi
  • Salse (maionese, senape, ketchup, ecc.), paté, pasta d’acciughe
  • Mostarda
  • Dadi, preparati per brodo, estratti (di carne e vegetali)
  • Insaporitori aromatizzanti costituiti oltre che da spezie e sale
    anche da altri ingredienti (aromi, amidi, ecc)
  • Agar-Agar in polvere, in barrette
  • Lievito chimico (agenti lievitanti)
  • Gomma di: guar, xantano
  • Aromi – vanillina
  • Colla di pesce, gelatina alimentare, addensanti
  • Lievito madre da cereali permessi
  • Lecitina di soia
  • Miso, tamari, salsa di soia
  • Curry addizionato di altri ingredienti
  • Tofu
  • Integratori Alimentari

  • Lievito madre o lievito acido
  • Seitan
  • Besciamella con farine dei cereali vietati

Dettaglio Autore
Medico Gastroenterologo

La Dottoressa Federica Invernizzi è Medico Gastroenterologo a Milano. Effettua visite specialistiche presso il Centro Medico Unisalus ,insieme con gli esami ecografici delle anse intestinali. È iscritta all'albo dei Medici di Lecce al numero 1757.

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Medico Gastroenterologo

La Dottoressa Federica Invernizzi è Medico Gastroenterologo a Milano. Effettua visite specialistiche presso il Centro Medico Unisalus ,insieme con gli esami ecografici delle anse intestinali. È iscritta all'albo dei Medici di Lecce al numero 1757.

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