52018Dic
Osteoporosi sintomi, cura e diagnosi

Osteoporosi sintomi, cura e diagnosi

Che cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una malattia dell’apparato scheletrico caratterizzata da una riduzione della densità
minerale ossea e da un’alterazione della microarchitettura del tessuto osseo, che provocano un
aumento della fragilità dell’osso e del rischio di fratture, anche a seguito di traumi lievi.
Le fratture da fragilità possono avere conseguenze molto gravi. Sono una delle cause principali di
disabilità a lungo termine, e possono addirittura mettere a rischio la vita del paziente, con costi
enormi sul piano medico, economico e sociale.

Chi colpisce?
L’osteoporosi è una malattia caratteristica dell’invecchiamento e colpisce principalmente il sesso
femminile.
La maggiore suscettibilità della donna all’osteoporosi dipende da diversi fattori: la maggiore
aspettativa di vita, un contenuto di calcio nello scheletro mediamente inferiore rispetto a quello
dell’uomo e, soprattutto, la menopausa. La menopausa determina un rapido calo dei livelli degli
ormoni femminili (gli estrogeni) che si associa a un’accelerata perdita di calcio dall’osso. Tale
perdita è molto rapida soprattutto nei primi anni dopo la menopausa. Più dell’80% delle persone che
hanno l’osteoporosi sono donne in menopausa (si parla, in questo caso, di osteoporosi post-
menopausale).

Tuttavia, a causa dell’allungamento della vita media e del progressivo invecchiamento della
popolazione, l’osteoporosi sta diventando una malattia che interessa anche gli uomini (osteoporosi
maschile)

Nel mondo sono circa 200 milioni le donne colpite da osteoporosi: circa il 10% delle donne di 60
anni, il 20% di quelle di 70, il 40% di quelle di 80 e il 65% di quelle di 90.

Quali sono i sintomi?
L’osteoporosi è una malattia subdola perché si sviluppa in modo asintomatici e in molti casi le
fratture sono la prima manifestazione della malattia.
Le sedi più frequentemente coinvolte sono il polso, le vertebre e il femore, seguite da omero e
fratture costali.

Nei soggetti osteoporotici più giovani, la frattura più comune è in genere quella di polso (frattura di
Colles), che è anche quella meno pericolosa. In quelli più anziani, i punti più a rischio sono il
femore e soprattutto le vertebre.

Le fratture vertebrali possono consistere in una semplice deformazione a cuneo o un vero e
proprio schiacciamento del corpo vertebrale e possono aver luogo non solo a causa di una caduta,
ma anche semplicemente di un movimento sbagliato, come piegarsi in avanti con la schiena per
raccogliere un oggetto.

Le fratture di femore sono meno frequenti, ma più temibili e pericolose di quelle vertebrali. In
genere si verificano in persone più anziane, con osteoporosi più grave, come conseguenza di una
caduta. Richiedono necessariamente un ricovero in ospedale, nella maggior parte dei casi un
intervento chirurgico con l’inserimento di protesi e una lunga riabilitazione.

Quali sono i fattori di rischio per l’osteoporosi?
I principali fattori di rischio non modificabili sono: l’età, il sesso femminile, la menopausa, la
familiarità, l’etnia caucasica.

Gli fattori di rischio di osteoporosi sono legati allo stile di vita e alle abitudini nutrizionali, per cui
possono essere modificati. I principali fattori di rischio modificabili sono:

1. un apporto insufficiente di calcio e vitamina D;
2. una dieta povera di frutta e verdura;
3. un eccesso di proteine, sodio e caffeina;
4. il consumo eccessivo di alcool;
5. il fumo;
6. la magrezza eccessiva e una costituzione minuta;
7. la vita sedentaria.

Ci sono molte malattie che possono danneggiare l’osso e aumentare il rischio di osteoporosi,
direttamente oppure indirettamente, perché richiedono l’uso di farmaci che a loro volta hanno un
effetto negativo sullo scheletro o implicano un’inattività o una riduzione della mobilità. Tra queste,
vi sono in primo luogo le malattie del sistema endocrino, seguite dai disturbi digestivi e
gastrointestinali, dalle malattie autoimmuni, da alcuni tumori e dai disturbi del comportamento
alimentare.

Diverse classi di farmaci, in particolare i cortisonici (corticosteroidi), ma anche alcuni
antiepilettici, l’eparina, alcuni antitumorali e molti altri possono indurre direttamente una perdita di
osso e, quindi facilitare lo sviluppo dell’osteoporosi.

Come si diagnostica?
L’esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi è la densitometria ossea, o mineralometria
ossea computerizzata, indicata comunemente con la sigla MOC, che permette di misurare
esattamente la densità minerale ossea (Bone Mineral Density, BMD), cioè la quantità (espressa in
g/m2) di minerali presenti nello scheletro in toto o in alcuni distretti scheletrici particolarmente
soggetti alla perdita di massa ossea. La MOC è un esame semplice, rapido (non richiede più di 5
minuti) e assolutamente indolore. Prevede l’impiego dei raggi X, ma in dosi bassissime. La
misurazione si esegue di solito a livello della colonna vertebrale (a livello lombare), del femore o
del polso.

La MOC non va considerata un test di screening da eseguire su tutta la popolazione. Tutti coloro
che presentano uno o più fattori di rischio devono rivolgersi a un medico per valutare con lui il loro
rischio di osteoporosi e di frattura.

Come si cura?
L’osteoporosi è una malattia dalla quale non si può guarire. Tuttavia ci sono diversi trattamenti
disponibili che permettono di rallentare o arrestarne la progressione. Spetta al medico scegliere il
farmaco più adatto in base alle esigenze di ogni singolo paziente, tenendo conto del sesso (ci sono
medicinali approvati solo per le donne e altri approvati per entrambi i sessi), dell’età (per esempio,

alcuni sono più indicati per le donne in post-menopausa giovani, altri per quelle più anziane), della
gravità dell’osteoporosi, presenza di ulteriori fattori di rischio (per esempio il rischio di cadute) e
delle comorbilità del paziente (alcuni farmaci sono controindicati in condizioni cliniche
particolari)..
I farmaci efficaci nella terapia dell’osteoporosi possono essere suddivisi in due categorie principali
agenti anti-riassorbitivi che riducono il riassorbimento osseo, rallentando o fermando la perdita di
osso e preservando la densità ossea
agenti anabolici che stimolano la formazione di nuovo osso

La prevenzione è fondamentale e deve iniziare presto, fin da quando si è giovani. È in questa fase
della vita, infatti, che si raggiunge il picco di massa ossea e si riduce la probabilità di avere
l’osteoporosi quando si diventerà anziani.
La prevenzione dell’osteoporosi si basa essenzialmente sullo stile di vita.

1. introito adeguato di calcio e vitamina D;
2. regolare attività fisica;
3. mantenere un peso forma adeguato;
4. evitare un consumo eccessivo di alcol;
5. non fumare.

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