Obesità e Sovrappeso: Come Combatterli

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Obesità e sovrappeso come combatterli? L’Obesità è definita, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, come un eccessivo accumulo di grasso che rappresenta un rischio per la salute.

Come si classifica l’Obesità?

Per definire clinicamente le condizioni di sovrappeso e obesità viene comunemente utilizzato il body mass index o BMI che è un indice pondo-staturale dato dal rapporto tra peso corporeo di un individuo, espresso in chilogrammi, ed il quadrato della sua statura, espressa in metri (kg/m2)2 . Il calcolo del BMI ci permette di identificare il grado di obesità, anche se è una stima incompleta perché non tiene conto della composizione corporea del soggetto, non distinguendo tra massa grassa e massa magra.

Di seguito una tabella in cui viene classificato il peso in base al valore del BMI:

Classificazione del pesoBMI (KG/M2)
Sottopeso< 18,5
Normopeso18,5-24,9
Sovrappeso25-29,9
Obesità di primo grado (lieve)30-34,9
Obesità di secondo grado (moderata)35-39,9
Obesità di terzo grado (morbigena)40-49,9
Obesità di quarto grado (morbigena grave)>50

Per gli asiatici, e molte popolazioni aborigene esiste una soglia più bassa (23 kg/m2) per il sovrappeso.

Nell’età infantile invece, il BMI viene riferito a delle curve di crescita diverse per sesso e per range di età considerato, in quanto si tiene conto delle variazioni fisiologiche del BMI relative alla crescita staturale e allo stadio puberale.

Nel bambino un BMI superiore al 85°percentile è indice di sovrappeso,  superiore al 97° percentile è indice di obesità infantile e 99% percentile è indice di obesità grave.

Un’altra classificazione di obesità

L’obesità può anche essere classificata in base alla localizzazione del tessuto adiposo, valutato attraverso la misurazione della circonferenza addominale e facendo il rapporto della circonferenza vita/fianchi, distinguendo così:

  • Obesità addominale, anche detta obesità androide, centrale o viscerale che è caratterizzata da una distribuzione del grasso prevalentemente a livello addominale con una forma corporea definita “a mela”. Questo tipo di obesità è associata a disordini metabolici come diabete o dislipidemie e patologie cardiovascolari (ipertensione, aterosclerosi, cardiopatie).
  • Obesità periferica, detta anche ginoide, sottocutanea o a pera ha una distribuzione del grasso prevalentemente a livello dei glutei, delle cosce e della regione posteriore del tronco.
  • Obesità mista o a clessidra è la forma comune delle classi con più alto indice di BMI.

La Globesità

Secondo gli ultimi dati forniti dall’OMS l’obesità mondiale è quasi triplicata dal 1975,  per questo rapido aumento è stato coniato il termine “globesità” e il paradosso è che sovrappeso e obesità uccidono più persone del sottopeso.

Il processo di modernizzazione e di  industrializzazione ha determinato numerosi cambiamenti dello stile di vita rendendolo più sedentario rispetto al passato, l’utilizzo della macchina ha sostituito gli spostamenti a piedi o in bicicletta, l’attività lavorativa, ma anche quella casalinga, richiedono meno sforzi fisici grazie all’ausilio delle macchine da lavoro, degli elettrodomestici e questo ha costretto i cittadini ad una vita sempre più sedentaria sul lavoro e nel tempo libero.

Inoltre sono cambiate le abitudini alimentari in quanto l’industria del cibo ha modificato la qualità degli alimenti abitualmente consumati, inoltre la stagionalità del cibo è stata superata.

I junk food

Le porzioni dei cibi sono aumentate, così come la loro densità calorica, inoltre è aumentato il consumo di bevande zuccherate e di junk food.

L’obiettivo delle multinazionali è quello di creare cibi sempre più appetibili e sofisticati, generando una certa dipendenza verso un determinato sapore o consistenza. I cibi iperappetibili sono formati da una miscela di zuccheri combinati con i grassi; un altro elemento determinante può essere il sale che porta a deficit di controllo sul cibo: pensiamo alle patatine, snack salati-dolci o prodotti da forno.

Possiamo capire quanto sia drammatica la situazione se a questo aggiungiamo il minor costo del cibo spazzatura rispetto al costo di frutta e verdura e il dilagare di forme di iperalimentazione secondarie a disturbi dell’emotività: è documentato che le persone che appartengono a livelli socio-culturali medio bassi e coloro che vivono in una famiglia con abitudini alimentari errate sono quelle più colpite da obesità.

Uno studio condotto nel 2007 ha suscitato un ulteriore spunto di riflessione per quanto riguarda il ruolo dei social network associato alla diffusione dell’obesità: Christakis ha studiato più di 12.000 persone, concludendo che il rischio di diventare obesi aumenta del 57% se si ha un amico obeso, questo è dovuto al fatto che c’è un influenza inconscia tra un individuo e l’altro riguardo il comportamento alimentare, questo si collega anche all’influenza esercitata dalle pubblicità, in tv o su internet, nei bambini e adolescenti per quanto riguarda  junk food, cibi ipercalorici o bevande zuccherate.

Perché trattare l’obesità e il sovrappeso?

In primis per evitare che diventi obesità patologica, quindi, per ridurre tutte le possibili complicanze e migliorare la qualità di vita del paziente e ridurre la mortalità.

Le complicanze dell’obesità e anche del sovrappeso non sono solo circoscritte ad un singolo organo, ma legate a problematiche dell’organismo in toto, portando ad un peggioramento della qualità di vita e ad un aumentato rischio di sviluppare patologie croniche.

L’obesità predispone a malattie cardiovascolari (ipertensione arteriosa, cardiopatie, IMA e ictus) , Sindrome metabolica , Insulino-resistenza e Diabete Mellito tipo 2 (T2DM), Dislipidemie (aumento LDL, diminuzione HDL, aumento trigliceridi), GottaNAFLD (Steatosi epatica non alcolica), NASH (steatoepatite non alcolica), Cirrosi Epatica, Colelitiasi, Reflusso gastroesofageo, Esofago di Barrett, Adenocarcinoma EsofageoOSAS, Amenorrea, PCOS ed Infertilità, Osteo-artrite, TVP e conseguente rischio di Embolia Polmonare. A livello cutaneo invece si riscontra un aumento della sudorazione e della produzione di sebo. Possono esserci, inoltre, problematiche sociali  e psicologiche come conseguenza dei pregiudizi, e della bassa autostima.
Il pregiudizio sociale favorisce lo sviluppo di depressione, disturbi d’ansia, bassa autostima, immagine corporea negativa e pensieri suicidari.

L’obesità è associata all’aumento del rischio d’insorgenza di neoplasie maligne, in particolare a livello genito-urinario, riproduttivo, emopoietico e dell’apparato gastrointestinale. Negli Stati Uniti il 14% dei decessi per cancro è stato attribuito all’obesità; tale percentuale raggiunge il 20% se si considerano solamente gli individui di sesso femminile .

Come trattare l’obesità e il sovrappeso?

È necessario modificare lo stile di vita del paziente in primis, non solo modificando le abitudini alimentari, ma introducendo anche un’attività motoria.

Il primo step verso la cura dell’obesità è di tipo dietetico, per poi proseguire con un approccio di tipo farmacologico e infine chirurgico, la cosiddetta chirurgia bariatrica.

Le modifiche alle abitudini dietetiche sono alla base del cambiamento, è importante iniziare step by step, modificando un’abitudine alla volta e farla propria.

Che approccio dietetico scegliere?

Esistono molti approcci dietetici, spesso drastici, sbilanciati verso un determinato macronutriente o carenti di un altro, per non parlare delle diete “fai da te”.

Il regime dietetico da utilizzare ricalca i principi della dieta mediterranea, in questo caso favorendo un regime ipocalorico strutturato e calibrato sui bisogni e le possibilità del singolo paziente con l’obiettivo di ridurre gradualmente il peso e le comorbilità associate.

In linea generale l’alimentazione viene strutturata in 5 pasti giornalieri di cui 3 principali tra colazione, pranzo e cena e due spuntini facoltativi. La dieta viene personalizzata in base alle esigenze e ai i gusti del soggetto.

Alcuni consigli utili

  • Fare sempre colazione: non esiste cosa più sbagliata che evitare di fare la colazione. Dopo una notte di digiuno, fare una colazione completa è il giusto modo per iniziare la giornata.
  • Evitare di tenere nella dispensa merendine che potrebbero essere una tentazione, inoltre bisogna evitare l’acquisto di prodotti in confezioni maxi o formato famiglia che porterebbero a consumare una maggior quantità di cibo.
  • Ricordarsi della frutta e della verdura: è fondamentale, sono consigliate 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura. É importante introdurla sia perché apporta una buona quota di fibre, sali minerali e vitamine sia perché ha un elevato potere saziante. In questi casi, zuppe, minestroni e abbondanti dosi di verdura potrebbero aiutare a raggiungere la sazietà. Frutta e verdura sono anche ottimi snack spezzafame (finocchio-carota stick- cips di mela)
  • Attenzione all’olio: è il grasso da prediligere, ma è molto calorico e un cucchiaio di olio contiene circa 100kcal. Per moderarne l’uso utilizzare spezie, limone e sugo di pomodoro.
  • Mangiare lentamente: un consiglio per aumentare il tempo a tavola è quello di mangiare con la mano sinistra, se si è destri. Oppure di mangiare con le bacchette o posare la posata dopo 2/3 bocconi.
  • Bere molto: l’idratazione è fondamentale e spesso, non bevendo abbastanza, tendiamo a confondere la fame con la sete.
  • Non pesarsi ogni giorno: prendere peso, cosi come perderlo, richiede tempo, quindi pesatevi una volta ogni 15 giorni o fate riferimento a vestiti e cinture. Il peso è influenzato da molti fattori e vedere oscillazioni di peso da un giorno all’altro è più che normale. Pesarsi a distanza di tempo maggiore vi darà un’idea migliore del trand di dimagrimento.
Dettaglio Autore
Dietista

La Dottoressa Gaia Gagliardi è Dietista presso il Centro Medico Unisalus a Milano. Si occupa di consulenza nutrizionale, piani dietetici personalizzati, esami del peso corporeo ed impedenziometria.

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Dietista

La Dottoressa Gaia Gagliardi è Dietista presso il Centro Medico Unisalus a Milano. Si occupa di consulenza nutrizionale, piani dietetici personalizzati, esami del peso corporeo ed impedenziometria.

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