242018Nov
Nevralgia post erpetica

Nevralgia post erpetica

NEVRALGIA POST ERPETICA
La nevralgia post erpetica è una complicanza soprattutto molto dolorosa per il paziente che si
manifesta in una quota di pazienti colpiti da Erpes Zoster “Fuoco di Sant’Antonio”
L’Erpes Zoster è determinato da una riattivazione del virus Varicella zoster, che si avvia verso la
periferia e produce delle vescicole.

L’Erpes Zoster “Fuoco di Sant’Antonio” è una malattia neurologica perche il danno è a livello nervoso, delle fibre
periferiche, ma il danno maggiore è a livello centrale, ossia a livello di midollo spinale, perché il
virus una volta arrivato – per una sorta di tutto pieno a livello cutaneo – va al corno posteriore del
midollo, producendo lo stesso danno creato in periferia.

A quel punto nasce la nevralgia post erpetica, che è una malattia debilitante, terribile, qualche
anno fa era chiamata la malattia del suicidio, perché il dolore neuropatico 24H su 24 i pazienti una
volta si suicidavano.

E’ un dolore costante e compulsivo.
E’ un danno periferico ma c’è anche un danno centrale.
La diagnosi è clinica ed oggi si può utilizzare i farmaci oppiacei, ma una terapia senza farmaci è la
scrambler.
Il medico di famiglia può fare molto perché inviando il paziente in una struttura specializzata in
terapia del dolore entro 7-10 gg dall’uscita dell’esantema, la possibilità di maturare una nevralgia
post erpetica è abbastanza limitata.

La famiglia degli Herpes Virus comprende molti virus tra cui il più noto è l’Herpes Zoster che è
responsabile in primis della varicella, una malattia che molti hanno sperimentato, come anche
l’Herpes simplex responsabile delle classiche lesioni cutanee.

L’Herpes Zoster ha la caratteristica di radicare nei gangli, che sono parti del nostro sistema
nervoso con la funzione di veicolare la nostra sensibilità, e può riattivarsi a distanza di molti anni
dalla varicella e causare quella malattia che si chiama Zoster, una malattia caratterizzata da
eruzioni vescicolare papulare molto dolente.

Oltre alla zona toracica, questa patologia può prendere a livello oftalmico, in cui lo zoster va a
coinvolgere le branche del trigemino, che innerva la cute della fronte e e dell’occhio: in questo
caso c’è il rischio che il virus vada a prendere anche la cornea, causa più frequente di cecità
corneale e quindi di trapianto.
Non si può avere un Herpes Zoster “Fuoco di Sant’Antonio” se non si ha avuto la varicella, a volte può non essere stata
evidente.
Può essere dormiente per molti anni e può essere riattivato spesso per dei cali di immunità tipico
delle persone anziane, oppure da malattie croniche.

La diagnosi nelle prime fasi può essere spesso difficile, perché il sintomo è un dolore irradiato a
zona dermastomerica dove si riattiva il virus. Alcune volte l’eruzione può persino non essere
presente o insorgere solo successivamente.

Oltre all’indagine del paziente, la indagine clinica è fondamentale, si può anche ricorrere agli esami
di laboratorio usando gli anticorpi per la varicella: se c’è un aumento del titolo IGg che sono gli
anticorpi che indicano una infezione pregressa che aumentano in caso di zoster, in alcuni casi può
essere utile fare esami neurofisiologici con elettromiografie.
Ci sono farmaci antivirali per la cura dello Zoster.

Per quanto riguarda invece il trattamento del dolore, sia dello zoster in acuto che in nevralgia post
herpetica che si sviluppa in una percentuale tra il 2 e il 5% dei pazienti affetti da zoster, si usano
farmaci per dolore neuropatico, in combinazione variabile a seconda della risposta del paziente.
La prima linea di trattamento può essere rappresentata da farmaci topici, pomate a base di
lidocaina che agiscono desensibilizzando le fibre nervose perché lo zoster tende ad essere
focalizzato.
Se non c’è risposta alla terapia topica, si usano farmaci sistemici, come categoria di farmaci
antiepilettico o antidepressivo, ma anche degli oppioidi.

Normalmente si parla di nevralgia post erpetica quando il dolore persiste a distanza di alcuni mesi,
generalmente 3 dopo la fase cutanea: in quel caso si può parlare di un dolore cronico.
Normalmente il trattamento precoce riduce la possibilità che si sviluppi la nevralgia e l’altro
fattore protettivo è l’età, sorge più frequentemente nelle persone più anziane.
E’ quindi importante per gli anziani fare i vaccini contro i virus influenzali, perché si ha uno stimolo
immunodepressivo importante.

E’ contagioso il contatto, ma l’incidenza maggiore è nelle persone che non hanno mai avuto la
varicella.

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