Morbo di Parkinson

morbo di parkinson

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Il Parkinson, o morbo di Parkinson, è una malattia neurodegenerativa che coinvolge principalmente alcune funzioni motorie e dell’equilibrio.

La malattia causa la lenta ma progressiva morte delle cellule nervose, situate nella sostanza nera, una piccola zona del cervello che, mediante la dopamina, controlla i movimenti del corpo.

In questo articolo ti parleremo di Parkinson sintomi e cure, di come si diagnostica il Parkinson e di cosa comporta la sindrome parkinsoniana in generale.

Parkinson sintomi

Vediamo ora insieme come si manifesta il morbo di Parkinson. I sintomi principali del morbo di Parkinson sono i seguenti:

  • tremori
  • rigidità
  • lentezza nei movimenti

È stato dimostrato che i sintomi iniziali del Parkinson tendono a manifestarsi quando sono stati attaccati circa il 50-60% dei neuroni dopaminergici.

Parkinson progressione della malattia: l’evoluzione può essere anche molto rapida. 

Cause del morbo di Parkinson

sintomi morbo di Parkinson

Abbiamo visto i sintomi del Parkinson quali sono, adesso passiamo ad analizzarne le cause.

La malattia è stata scoperta nel 1817 da James Parkinson, che gli ha dato il nome, ma ancora oggi non si conoscono le cause morbo di Parkinson nello specifico. 

Sono stati condotti molteplici studi per individuare le motivazioni e per capire perché ci si ammala di Parkinson. Tali studi evidenziano un’origine multifattoriale della malattia.

Cause Parkinson:

  • l’invecchiamento
  • la genetica
  • l’inquinamento
  • fattori endogeni 
  • danni cellulari

Approfondiamo ora insieme nello specifico le varie cause del Parkinson che abbiamo appena citato. 

Fattori di rischio

fattori ambientali morbo Parkinson

I principali fattori di rischio individuati per un possibile sviluppo del Parkinson sono: fattori ambientali e genetici.

Diversi studi hanno dimostrato questi fattori determinanti per l’insorgere della patologia: il luogo dove sia abita o si lavora, lo stile di vita e l’ereditarietà.

Parkinson ed ereditarieta: fattori genetici

Il parkinson è ereditario? Molte persone si chiedono se il morbo di Parkinson è ereditario. Possiamo dire che la genetica indica come più membri della stessa famiglia presentino, rispetto alla popolazione generale, un rischio più alto di manifestare il Parkinson.

Il morbo di Parkinson ereditario vede una mutazione di geni come:

  • alfa-sinucleinaparkina
  • dardarina
  • DJ-1
  • LRRK2
  • Glucocerebrosidasi

Circa il 5-10 % dei pazienti mostra un modello ereditario auto somatico dominante, che è tipico delle malattie genetiche causate da mutazione di soltanto una copia genetica (quella paterna o quella materna).

Invecchiamento

La principale responsabile della manifestazione del Parkinson degenerativo è la riduzione della dopamina (Parkinson e dopamina), neurotrasmettitore fondamentale per l’esecuzione dei movimenti. Questa riduzione è dovuta alla massiccia degenerazione dei neuroni nigrali e avviene spesso in età senile. 

Nel normale processo di invecchiamento, è stato dimostrato che c’è una progressiva degenerazione dei neuroni mesenfallici. In pratica, con l’avanzare dell’età si assiste a un fisiologico deperimento di neuroni, che si stima del 25 % al compimento di 60 anni circa in individui normali e sani.

Queste considerazioni hanno permesso di ipotizzare che il morbo di Parkinson possa essere causato da un veloce processo di invecchiamento.

Fattori ambientali

parkinson

Per quanto riguarda l’ambiente, sono stati rilevati dei fattori di rischio dovuti all’esposizione a pesticidi e erbicidi, utilizzati in agricoltura, prodotti chimici industriali e altre sostanze tossiche che possono essere scatenanti e correlati allo sviluppo del morbo di Parkinson.

Questa predisposizione deriverebbe soprattutto dal luogo di lavoro come: campi agricoli e industrie chimiche sul territorio.

Il rischio di sviluppare la malattia aumenta negli individui soggetti all’esposizione a idrocarburi-solventi come: trielina, esano, sostanza contenute in colle, vernici e benzina.

Anche l’esalazione prolungata nel tempo di metalli pesanti (ferro, zinco, rame), può aumentare il rischio dell’insorgere della malattia.

Anche la dieta può influire sull’insorgere del Parkinson. Cibi carichi di grassi animali e di vitamina D incidono sullo sviluppo della malattia. Altri cibi come noci, legumi, patate e caffè sembrerebbero essere indicati come protettivi.

Si parla invece di Parkinson Iatrogeno, Parkinson da farmaci, quando la degenerazione avviene a causa di una terapia con uso improprio o eccessivo di farmaci. Farmaci che possono causare il Parkinsonismo sono ad esempio:

  • Neurolettici atipici
  • Antiemetici
  • Benzodiazepine
  • Antidepressivi
  • Stabilizzatori di umore

Infine altri studi indicano che i fumatori sono più soggetti a contrarre la malattia.

Diagnosi morbo Parkinson

sintomi morbo di parkinson

Parkinson diagnosi. La diagnosi di malattia di Parkinson è ritenuta una diagnosi semplice,  ma in realtà solo il 75% delle diagnosi cliniche di morbo di Parkinson è confermato da un riscontro diagnostico.

Questo perché i segni caratteristici della malattia possono manifestarsi frequentemente in altre condizioni cliniche, relativamente inquadrate come Parkinson atipico (o parkinsonismo secondario) o come sindromi parkinsoniane o sindrome di Parkinson, ciò rende il Parkinson primario a volte difficile da diagnosticare. 

I parkinsonismi atipici sono ad esempio:

  • atrofia multisistemica
  • degenerazione cortico-basale
  • malattia da corpi di Lewy diffusi
  • degenerazioni multisistemiche

Le sindromi parkinsoniane:

  • forme secondarie idrocefalo
  • lesioni vascolari
  • encefalite
  • uso di farmaci neurolettici

Test morbo di Parkinson: esistono?

Parkinson esami diagnostici. Ad oggi non esistono esami diagnostici specifici che permettano di fare diagnosi precoci sul morbo di Parkinson.

Tac Parkinson: ha senso? Una Tac cerebrale è necessaria per escludere altre patologie che possono causare parkinsonismo, come lesioni vascolari, ematomi sub-durali, neoplasie, idrocefalo normoteso.

La RMN cerebrale può fornire ulteriori indicazioni utili nella diagnosi differenziale, specie nel caso di parkinsonismo atipico degenerativo.

Si parla di morbo di Parkinson idiopatico: ciò significa che non ha una causa specifica nota.

La diagnosi del morbo di Parkinson idiopatica è una diagnosi essenzialmente clinica, basata su un’attenta visita neurologica, volta alla ricerca dei sintomi iniziali Parkinson, la storia clinica del paziente e la risposta alla terapia con levodopa farmaco per trattamento dei sintomi del Parkinson.

Diagnosi Parkinson: esami

Morbo Parkinson esami e test: cosa possiamo fare allora? Come diagnosticare il Parkinson? 

L’esecuzione della SPECT (tomografia ad emissione di singoli fotoni) con l’uso di marcatori che si legano ai recettori della dopamina è spesso necessaria per una corretta diagnosi.

Per la diagnosi di Parkinson, nella pratica clinica si è diffusa anche la DAT-SPECT, con il marcatore presinaptico, che permette di sapere se le parti del sistema nervoso che producono dopamina sono normali o ridotte.

Malattia di Parkinson e parkinsonismi. La DAT-SPECT può essere utile per differenziare il tremore dal morbo di Parkinson da un altro tipo di tremore, ma anche per differenziare la malattia di Parkinson dal Parkinson secondario iatrogeno (parkinsonismo da farmaci) e dal parkinsonismo vascolare.

Cura del Morbo di Parkinson

Morbo di Parkinson cure. Ecco quello che dobbiamo sapere.

Prima di parlare delle cure è necessario fare due premesse: la prima è che al momento non esiste una cura definitiva per la malattia di Parkinson, ma solamente un trattamento multimodale (farmacologico, chirurgico e riabilitativo) per alleviarne i sintomi; la seconda è che il tipo di terapia è in relazione allo stato evolutivo della malattia e alle fasi del Parkinson che si stanno affrontando.

A tal riguardo per descrivere i sintomi e la fase evolutiva del morbo di Parkinson viene comunemente utilizzata la scala a 5 stadi di Hoehn e Yahr, modificata di recente con l’aggiunta degli stadi intermedi 1,5 e 2,5 dove 1 indica un semplice coinvolgimento unilaterale e 5 un paziente costretto a letto o sulla sedia a rotelle.

Stadi Parkinson. Nello stadio in cui la malattia ha già sviluppato qualche disabilità, il farmaco maggiormente utilizzato è la levodopa.

La levodopa diminuisce temporaneamente i disturbi motori ma è responsabile a lungo termine dello sviluppo e della progressione di complicanze motorie caratterizzate discinesie (movimenti involontari) talvolta anche gravi e tali da interferire pesantemente con la vita quotidiana.

Attualmente la soluzione usata, per evitare questi effetti, è di ritardare l’uso della levodopa e di attuare dapprima un trattamento farmacologico con gli agonisti della dopamina (bromocriptina, pergolide, pramipexolo,etc.) che, anche se meno efficaci della levodopa, si legano ai recettori dopaminergici del cervello.

Recentemente sono stati trovati due agonisti della dopamina che vengono somministrati attraverso cerotti, lisuride e rotigotina che risultano essere utili nei pazienti nella fase iniziale della malattia, quando iniziano ad essere visibili i primi sintomi premonitori del morbo di Parkinson. 

Nelle fasi iniziali della malattia e per ritardare la necessità di assumere levodopa e contrastare la sintomatologia morbo di Parkinson, sono anche utilizzati in monoterapia gli inibitori della monoamino ossidasi (selegilina e rasagilina) che sono in grado di aumentare il livello di dopamina nei gangli della base, bloccandone il metabolismo.

Decorso del morbo di Parkinson

parkinson è ereditario

Morbo di Parkinson decorso malattia: come funziona? Si possono classificare i sintomi in due fasi: fase precoce (morbo di Parkinson sintomi iniziali) e quella tardiva.

La fase precoce è caratterizzata dalla comparsa dei primi sintomi che si manifestano, come già detto in precedenza, quando all’incirca il 50-60 % dei neuroni dopaminergici.

Quella tardiva, invece, è caratterizzata dall’arco di tempo in cui progredisce la malattia.

Quando il morbo di Parkinson viene diagnosticato, può manifestare diversi quadri clinici: 

  • 70% dei pazienti presenta come sintomatologia il tremore a riposo 
  • 89-99% dei casi presenta rigidità (Parkinson rigido)
  • la bradicinesia nel 77-98% dei casi 
  • 37 % instabilità posturale 
  • 72-75% ha come sintomo l’esordio asimmetrico tipico.

I neurologi Hoehn e Yahr hanno classificato la malattia in cinque stadi. 

Morbo di Parkinson stadi. Ecco la lista:

  • I Stadio: interessamento lieve e monolaterale, caratterizzato da lievi tremori a riposo 
  • II Stadio: interessamento bilaterale con alterazione della postura
  • III Stadio: i pazienti mostrano disagi nell’ andatura e un importante rallentamento nella deambulazione
  • IV Stadio: il paziente ha ancora più problemi nei movimenti e ha maggior bisogno di assistenza nello svolgimento della vita quotidiana
  • V Stadio: si manifesta una invalidità completa (morbo di Parkinson sintomi finali o Parkinson ultimo stadio).

Tramite questa categorizzazione possiamo avere una fotografia esaustiva del decorso Parkinson.

Ecco concluso il nostro articolo sul morbo di Parkinson

Presso il Centro Medico Unisalus a Milano, è presente un ambulatorio di neurologia, presso il quale prenotare una visita nel caso soffriate di questa malattia. Per prenotare o per avere ulteriori informazioni contattaci.

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Medico Neurologo

Il Dott. Luciano Bet Neurologo Milano è un Medico Chirurgo specializzato in Neurologia. Effettua visite specialistiche presso il Centro Medico Unisalus. È iscritto all’albo dei Medici di Milano al numero 25265.

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