92019Lug
Ecografia epatica e delle vie biliari

Ecografia epatica e delle vie biliari

L’ecografia epatica e delle vie biliari: informazioni utili 

Come si svolge l’ecografia epatica e alla vie biliari?

Si tratta di un’indagine strumentale che consente lo studio morfologico del fegato, dei suoi vasi, delle vie biliari e della cistifellea.

Di regola l’esame viene eseguito sul paziente in posizione supina, con la pelle dell’addome superiore inumidita con gel e sulla quale viene appoggiata la sonda collegata all’ecografo.

La durata varia di caso in caso; di norma è comunque di circa 20 minuti.

Quando è indicato eseguire un’ecografia epatica e alle vie biliari?

L’esecuzione dell’ecografia è particolarmente utile quanto si deve valutare la presenza di alterazioni strutturali del fegato e delle vie biliari. È infatti la tecnica più utilizzata per valutare l’esistenza di calcoli, di tumori o di altre anomalie a carico di questi organi quali cirrosi (gravi cicatrizzazioni del fegato) o la steatosi epatica (grave presenza di grasso nel fegato).

Permette anche di valutare l’ittero dovuta ad un’occlusione dei dotti biliari o ad una disfunzione delle cellule epatiche. È inoltre essenziale in caso di biopsia al fegato, ossia come guida per inserire l’ago utilizzato per prelevare il campione di tessuto.

Quale preparazione è necessaria per eseguire al meglio questo esame?

Nei due o tre giorni precedenti l’esecuzione dell’esame è opportuno limitare i cibi che favoriscono la formazioni di meteorismo o flatulenza nell’intestino. Pertanto non devono essere assunti cibi ricchi di fibre e di scorie (tutti i tipi di legumi, dai fagioli alle lenticchie, alle fave, ai ceci ed ai piselli). È bene ridurre o eliminare inoltre latte e latticini, verdure, frutta, pane, pasta, cibi integrali o fermentati.

Il giorno dell’esame occorre rimanere a digiuno da almeno otto ore e bere moderatamente acqua, meglio se naturale.

È un esame doloroso?

No, è un esame indolore e dopo la sua esecuzione è possibile, di regola, riprendere le attività della vita quotidiana.

Durante l’esame accade di frequente che lo specialista – per facilitare lo studio degli organi in questione – inviti il paziente a trattenere il respiro oppure a respirare profondamente.

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