242018Nov
Dolore cronico

Dolore cronico

DOLORE CRONICO
Si definisce “dolore cronico” quando, a paziente guarito, il dolore persiste nel tempo: il dolore da
campanello di allarme si trasforma in vera e propria malattia.

Spesso capita che la causa originale non c’è più e il paziente che è guarito continua a percepire
dolore, quindi il dolore è diventato cronico, è un dolore che viene definito “totale”, perché
coinvolge totalmente la persona e lo può accompagnare tutta la vita.
Ne sono colpiti 15 milioni di italiani, ne soffre 1 italiano su 5.

Il viaggio del dolore nasce dalla periferia, ci sono delle strutture nervose specializzate i
“nocicettori” che attraverso i nervi periferici raggiungono il midollo spinale e il midollo spinale
porta il sintomo doloro al cervello.

Dopo essere filtrato da un nucleo che si chiama talamo, lo
stimolo doloroso raggiunge la corteggia che è la parte più importante di interpretazione del dolore
e una parte va al sistema limbico che arricchisce il dolore di una componente emotiva, e questo in
qualche modo giustifica una forte differenza individuale nella percezione de dolore.

Ci sono persone che sono incapaci di provare dolore, attraverso lo studio dei loro geni si sta
cercando di indagare le soluzioni per quelle che sono le sindromi dolorose croniche.
Il dolore cronico non è un sintomo, il sintomo è il dolore acuto.

L’organizzazione mondiale della Sanità definisce la salute come uno stato di benessere fisico,
psichico e sociale: nel paziente affetto da dolore cronico viene a mancare uno o tutti e tre le
componenti dello stato di benessere.

E’ cronico un paziente che riferisce di un dolore da più di 3 mesi, ma la componente principale del
dolore cronico è quella neuropatica, ossia un danno della struttura nervosa.
Normalmente da un punto di vista statistico, la maggior parte dei pazienti presenta dolore a livello
della colonna vertebrale, in particolare nella zona lombo sacrale e nelle articolazioni, in particolare
ginocchio e spalla.

A soffrirne maggiormente sono le donne: sino a qualche tempo fa si pensava che ci fosse un
legame con problemi psicologici ed ormonali, ma recentemente grazie alla genomica, ci sono delle
mutazioni genetiche che portano alcuni pazienti alla percezione maggiore del dolore, ossia una
sorte di “soglia” più bassa.

Questo tipo di alterazioni genetiche sono nei cromosomi femminili.
Altro soggetto che soffre molto di dolore cronico è l’anziano: perché c’è una patologia
degenerativa e pertanto c’è un continuo stimolo algico dovuto alla poli-neuropatologia
dell’anziano.
Il dolore cronico limita la vita del paziente, il 20% dei pazienti affetti da dolore cronico lascia il
proprio posto di lavoro.

Spesso le persone cadono in depressione, soprattutto per gli anziani: la metà degli anziani in Italia
che soffre di dolore cronico entra in una condizione depressiva.
Mancando in Italia una cultura del dolore, si tende ancora a considerare il dolore come un sintomo
di altre patologie, come qualcosa che può essere tollerato: in realtà è una malattia che deve
essere curata.

Gli stessi anziani non ne parlano con il proprio medico, perché ritengono che sia normale sviluppo
della propria fascia di età, in realtà il dolore si può e si deve curare.

Negli anziani le causa del dolore cronico è legata all’invecchiamento delle strutture e una relativa
lesione delle fibre nervose: c’è una perdita di funzionalità del sistema anti-nocicettivo, che
modulano lo stimolo algico, doloroso.

Altra causa, il dolore cronico è legata al cancro, quindi un dolore dovuto ad una invasione della
neoplasia di organi e di conseguenza di fibre nervose.
Non è mai frutto della invenzione del paziente, ovviamente è presente una componente
psicologica, infatti, il nostro Centro Medico Unisalus ha un team di professionisti multidisciplinare,
perché il dolore ha sì una componente oggettiva legata ad un danno, ma ha anche una
componente affettiva dovuta a come uno ha vissuto a convivere con il dolore.

I dati demografici ci dicono che l’invecchiamento della popolazione è un processo irreversibile e la
lunghezza della vita va ad aumentare ma anche l’impatto delle patologie va ad aumentare, quindi
anche del dolore cronico.

Esistono diverse terapie: da quella farmacologica con farmaci di base fino ad arrivare agli oppiacei,
passando dalle terapie chirurgiche, ma si sta diffondendo sempre più una sorte di via di mezzo,
ossia i trattamenti fisioterapici della terapia del dolore interventistica, in particolare la scrambler
therapy, che è un trattamento NON invasivo.

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