242018Nov
Il breath test

Il breath test

I BREATH TEST

I breath test (o test del respiro) vengono prescritti dal medico in presenza di sintomi riconducibili a
un’intolleranza o ad un malassortimento di zuccheri.
Grazie al breath test al glucosio o al lattosio è possibile diagnosticare una eventuale sovracrescita
batterica nell’intestino tenue.

La metodica operativa del breath test prevede l’assunzione di una dose di un determinato
zucchero (ad esempio 10 g di lattosio o del glucosio) e la successiva analisi del gas espirarti dopo
un certo periodo di tempo. In particolare, si ricerca il picco di idrogeno nell’aria espirata, la cui
presenza indica una fermentazione intestinale dello zucchero non assorbito.
In base all’ampiezza del picco di idrogeno, l’intolleranza al lattosio o al glucosio potrà essere
classificata in lieve, grave e moderata.

L’esame dura circa 3 – 4 ore ed è affidabile e non invasivo.
E’ un test che dosa la quantità e tipo di gas che viene eliminato con l’espirazione.
I campi di applicazione sono vasti, in particolare riguardano la diagnostica di molte affezioni
dell’apparato digerente.
Ad esempio il breath test al lattosio ad esempio viene consigliato a chi ritiene di avere una
intolleranza al latte, quindi chi dopo aver assunto il latte o suoi derivati abbia dolori e gonfiore di
pancia e scariche di diarrea.

E’ un test che consiste nel consumare un bicchiere di latte di laboratorio, al mattino digiuno e
soffiare ogni trenta minuti all’interno di una apparecchiatura.
Alla fine delle 8 soffiate, viene diagnosticato l’intolleranza ed anche il grado.

In cosa consiste il test al lattulosio?
Il breath test al lattulosio – anche chiamato “overgrowth batterico intestinale” – va a ricercare non
una intolleranza come nel caso del lattosio e del glucosio ma una infiammazione batterica
intestinale, a livello del primo tratto intestinale che è il duodeno.

I sintomi sono da ricercare in gonfiore, nausa, vomito, malessere dopo aver mangiato: essendo un
“overgrowth” batterico, ossia una proliferazione a livello intestinale, ogni volta che si introduce
delle fibre, questi batteri “banchettano” e cominciano a produrre delle sostanze di scarto che sono
idrogeni, che è un gas, che provoca gonfiore di stomaco.

Quando si va ricercare il lattulosio, non c’è una dieta specifica ma la soluzione è una cura
antibiotica, debellando i batteri.

I due test non sono da confondere: il lattosio è una intolleranza al latte, il lattulosio invece è una
infiammazione batterica, come può essere l’helicobacter pylori.

Il gold standard per l’individuazione dell’helicobacter pylori è il metodo diretto, cioè quella della
osservazione diretta al microscopio, ma in questo caso occorre delle microbiopsie, che effettua il
gastroenterologo, dopo aver introdotto la fibra ottica nello stomaco, osserva la mucosa interna e
sui punti più sospetti effettua dei piccoli prelievi.

Questa però è una metodica abbastanza invasiva
e poco gradita dal paziente, per cui il breath test “test al respiro” che ha una specificità molto alta
è una giusta alternativa, in particolare quando si vuole verificare l’effetto della terapia antibiotica.
Il principio su cui si basa è abbastanza semplice e si basa sul fatto che il battere produce ureasi,
che è un enzima che scinde l’urea, quindi introducendo con una bevanda dell’urea e vedendo nel
respiro la quantità di gas si può indirettamente valutare se c’è o no il batterio.

In caso di positività al lattulosio, dovete semplicemente recarvi presso il vostro medico, ricevere la
prescrizione della cura e iniziare a mangiare come sempre.
Che cos’è l’Helicobacter Pylori?
Si tratta di un batterio a forma di elica con dei flagelli, è importante perché può causare delle
ulcere nello stomaco e nel duodeno.

Nello stomaco ci sono delle ghiandole che producono acidi gastrici ed altre che producono del
“muco” che server per difendere la mucosa interna, che altrimenti verrebbe erosa dagli acidi
gastrici.

L’Helicobacter Pylori è un batterio che si trova nella normale flora batterica intestinale, ma
sopravvive agli acidi intestinali perché ha un enzima chiamata ureasi, che va a degradare l’urea in
due prodotti: ammoniaca e anidride carbonica.

Lo scarto di questi batteri possono causa delle erosioni al muco e all’epitelio dello stomaco,
favorendo la formazione di un’ulcera.
Le cause si possono ritrovare nel fumo di sigaretta, l’alcol, la cattiva alimentazione, lo stress,
l’assunzione di alcuni farmaci, ad esempio gli antinfiammatori.
Queste cause riducono l’epitelio dello stomaco e favoriscono la proliferazione dell’Helicobacter
Pylori, quindi la fortmazione dell’ulcera.

I sintomi sono bruciore e acidità di stomaco, mal di stomaco, reflusso..
Si può indagare con la gastroscopia, che è un esame che consiste nell’inserire un endoscopio o
dalla bocca o dal naso, scende lungo l’esofago, arriva allo stomaco fino al duodeno. Questo riesce
a controllare sia la presenza del batterio ed anche la presenza di eventuali ulcere.

Un altro test meno invasivo ma altrettanto affidabile nel riuscire a vedere la presenza
dell’Helicobacter Pylori, è il breath test, che consiste nell’ingerimento di una pastiglia, che
contiene urea marcata con carbonio: questo permette di capire se c’è l’Helicobacter Pylori nello
stomaco perché L’Helicobacter Pylori va a degradare l’urea, crea della anidride carbonica e
dell’ammoniaca, poi in base al respiro si va a vedere se c’è una concentrazione di anidride
carbonica marcata dal carbonio.

Una volta diagnostica la presenza dell’Helicobacter Pylori il medico prescrive degli antibiotici ed
antiacidi.

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