222018Dic
Aritmie Cardiache

Aritmie Cardiache

ARITMIE CARDIACHE

Oggetto di una visita cardiologica con esame effettuato tramite l’elettrocardiogramma è verificare la presenza di aritmie cardiache.

Per aritmia si intende qualunque alterazione del ritmo cardiaco rispetto al normale ritmo sinusale.

Si tratta di un capitolo ampio della cardiologia, comprende sia i ritmi lenti (bradiaritmie) sia i ritmi veloci (tachiaritmie), con gradi di gravità che possono andare da innocuo a potenzialmente mortale, e trattamenti diversi, dal farmacologico all’invasivo.

Le fibrillazioni si manifestano in genere come fatti sporadici, associati a grosse difficoltà digestive; successivamente gli episodi sono sempre più frequenti con somministrazione di farmaci anticoagulanti (es. coumadin, eliquis, ecc.).

In Veneto, hanno stimato la media di 5.000 morti all’anno, associate a problemi causati da aritmie cardiache.

Alcuni soggetti, pur avendo delle aritmie sostenute come la fibrillazione atriale, non sanno di averla, per cui corrono un alto rischio – ad esempio – di ictus cerebrale.

L’assenza di sintomi non significa l’imprevedibilità assoluta di queste situazioni: è consigliabile un controllo al cuore ad ogni età, soprattutto per chi svolge attività sportive.

I sintomi sono la stanchezza ed il battito cardiaco accelerato.

Con l’esame dell’elettrocardiogramma si ha una manifestazione grafica dell’attività elettrica del cuore, attraverso il quale il Medico specialista cardiologo può valutare la durata del ciclo cardiaco e il modo in cui funziona la rete elettrica del cuore.

L’aritmia cardiaca si sostanzia in una alterazione, lieve o seria, del pompaggio del cuore, che subisce quindi una efficienza.

La bradicardia sinusale consiste nel ritmo del cuore più lento, pertanto in genere non è molto grave (bisogna comunque consultare il proprio specialista): a volte, è dovuta ad effetti secondari di alcuni farmaci.

La fibrillazione ventricolare invece è un tipo di aritmia per cui l’attività elettrica del cuore non è adeguata e richiede pertanto in genere un intervento medico (è il caso tipico delle persone giovani che soffrono di questo tipo di attacchi mentre praticano sport). Si indaga comunque tramite sistemi genetici e indagando la familiarità.

La Sindrome del QT lungo congenita è una malattia ereditaria in cui si soffre di brevi e repentine tachicardie in cui si perde conoscenza all’improvviso.

La fibrillazione auricolare invece è una alterazione del ritmo del cuore in cui il battito risulta improvvisamente molto rapido ed irregolare: l’unica soluzione sarebbe il pacemaker.

La tachicardia parossistica sopraventicolare (TPSV) è comune che insorga dopo una attività fisica intensa.

L’aritmia dura da alcuni minuti a varie ore per poi scomparire, accompagnata da un forte dolore al petto e può essere individuata già dall’infanzia poiché si tratta di una anomalia congenita del cuore: questo impone di sottoporsi costantemente a controlli periodici.

I sintomi dell’aritmia cardiaca consistono in:

– palpitazioni (anche sul collo),

– vertigini,

– dispnea o fatica,

– sudore “freddo” e nervosismo,

– giramento di testa,

– insufficienza cardiaca (non si respira),

– sincope: capita quando non arriva abbastanza sangue al cervello e si sviene all’improvviso,

Bisogna comunque consultare un medico cardiologo dopo che si è sofferto di questi sintomi.

Si consiglia:

– evitare un peso eccessivo, evitando la obesità, seguendo una dieta equilibrata

– tenere sotto controllo il colesterolo con esami del sangue, nelle vene ed arterie

– dormire tra le 7 e le 8 ore

– fare attività fisica moderata ma costante

– passeggiare o andare ogni giorno in bicicletta

– ridurre i livelli di ansia e stress

Condividi: