Acido Folico

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Acido folico che vitamina è? Con il termine acido folico si intende la forma ossidata della vitamina B9 e identifica la molecola di sintesi presente nel gruppo chimico dei folati. Lo si può trovare nei complessi vitaminici come integratore nutrizionale o supplemento farmacologico.
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Quali sono le differenze tra folati e acido folico?

Folati e acido folico non sono sinonimi: il termine folati fa riferimento alla vitamina presente nella sua forma naturale contenuta negli alimenti, mentre l’acido folico rappresenta la forma sintetica somministrata con la supplementazione.

Ma a cosa servono i folati? Sono vitamine indispensabili per il nostro organismo. Tuttavia l’essere umano, non essendo in grado di sintetizzarli, li deve assumere dall’esterno, con alimenti (folati), o con supplementi alimentari (acido folico o acido folinico).

Inoltre sono determinanti nei processi di crescita e riproduzione cellulare, in particolare per le cellule che si riproducono velocemente (come quelle di sangue, cute, mucosa gastrica e intestinale) oltre che per i neuroni.

Sono cofattori o coenzimi di importanti processi fisiologici, come il mantenimento o la riparazione del genoma, la regolazione dell’espressione genica e il metabolismo amminoacidico.

La vitamina B9 acido folico, in stretta sinergia con la vitamina B12, partecipa alla sintesi dell’emoglobina ed è pertanto considerata una preziosa sostanza antianemica.

Acido folico a cosa serve

Ma a cosa serve l’acido folico? Questa vitamina gioca un ruolo fondamentale per il nostro organismo, intervenendo con la sintesi degli acidi nucleici.

L’acido folico è molto importante per la divisione e la maturazione di nuove cellule, soprattutto nelle donne in gravidanza, in quanto questa vitamina protegge e favorisce lo sviluppo dell’embrione.

Alimentazione e vitamina b9

Per molti anni dopo la loro scoperta, i folati presenti nelle verdure a foglia verde come gli spinaci, ma anche nel fegato, carne, uova, asparagi, pomodori, fagioli, legumi vari, arance e così via, sono stati impiegati quasi esclusivamente in ambito ematologico.

Dove? Nelle anemie macrocitiche e/o megaloblastiche e previa determinazione della concentrazione sierica dei folati.

Va tuttavia precisato che fino al 90% dei folati presenti negli alimenti, può essere distrutto nei processi di conservazione e soprattutto con la cottura.

Un’alimentazione ricca in frutta, verdura e legumi, contenenti folati, può contribuire a ridurre l’incidenza delle malformazioni congenite.

Ma la sola alimentazione non è sempre sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano in folati e, se si programma una gravidanza, è necessario integrare la dieta con assunzione acido folico.

Quali sono gli alimenti che contengono più folati

Una fonte molto elevata di folati è presente nei Fiocchi di crusca o di mais, Germe di grano, Lievito di birra e nella soia.

Inoltre questa vitamina è presente anche in alimenti come i seguenti.

  • Asparagi
  • Barbabietole rosse
  • Broccolo a testa
  • Carciofi surgelati
  • Catalogna
  • Cavoli di Bruxelles
  • Cavolo
  • Ceci secchi
  • Fagioli secchi
  • Fave
  • Funghi secchi
  • Germogli di soia
  • Indivia
  • Lenticchie
  • Rucola
  • Scarola
  • Spinaci

La fortificazione con acido folico

La fortificazione è il processo attraverso il quale un nutriente, più generalmente un micronutriente, come una vitamina, un minerale o altri composti che hanno un effetto benefico sulla salute, vengono aggiunti a un prodotto alimentare.

Per migliorarne la qualità nutrizionale e per aumentarne i livelli di assunzione nella popolazione.

In Italia per gli acidi folici, ma anche per altri nutrienti, è ammessa solo la fortificazione volontaria che segue la regolamentazione europea. Gli alimenti fortificati con ac folico più diffusi in Italia, sono i seguenti.

  • cereali da prima colazione
  • alcuni snack
  • barrette
  • fette biscottate
  • taluni succhi di frutta multivitaminici
  • pasta dietetica
  • pasti sostitutivi
  • biscotti
  • prodotti surgelati pronti
  • yogurt
  • molti prodotti per la prima infanzia
  • latte, yogurt, biscotti, pastine omogenizzati

È importante sottolineare che il Network italiano promozione acido folico per la prevenzione primaria di difetti congeniti (del Cnmr-Iss), mantiene un profilo prudenziale sulla fortificazione.

Considerando il rischio di sovra-assunzione (eccesso di acido folico) in alcune fasce di popolazione tra cui soprattutto anziani e bambini.

Quali sono i livelli di folati raccomandati

Acido folico quanto al giorno? Per evitare un eccesso di acido folico dobbiamo conoscere bene i livelli di folati raccomandati.

Durante l’infanzia e l’adolescenza i LARN sono proporzionali al peso corporeo e ai fabbisogni giornalieri di un organismo in crescita. Quindi 90 μg (fino ad 1 anno), 150 μg (1-3 anni), 190 μg (4-6 anni), 260 μg (7-10 anni), 340 μg (11-14 anni), 400 μg (15-17 anni).

Per la donna in gravidanza la dose giornaliera di acido folico è di 600 μg (0,6 mg) /die, per le aumentate richieste materne, da accelerata eritropoiesi, e del feto per i tessuti in rapida crescita.

La dose raccomandata durante l’allattamento è di 500 μg/die per soddisfare il fabbisogno acido folico.

Livelli di assunzione di folati per la popolazione femminile italiana sono stati stimati sulla base alle indagini INRAN-SCAI (Istituto Nazionale per la Ricerca e gli Alimenti-Studio sui Consumi Alimentari in Italia) del 1994-1996.

Lo studio ha mostrato che il 50% della popolazione femminile di età superiore ai 18 anni aveva un apporto giornaliero di folati < 261 μg/die.

Il 5% della popolazione femminile era in carenza severa di folati con un apporto < 164 μg/die, dimostrando così che la dieta italiana non soddisfa completamente il fabbisogno in folati e che vi è un rischio di carenza.

Carenza di folati e rischi per la salute

Una carenza di folati può determinare forme di anemia e aumentare il rischio di gravi malformazioni fetali, come i difetti del tubo neurale (tra cui spina bifida, anencefalia e encefalocele) ed altre malformazioni.

In particolare alcuni difetti congeniti cardiovascolari, malformazioni delle labbra e del palato (labiopalatoschisi) e del tratto urinario.

Livelli subottimali di folati inoltre sono associati ad un aumentato di rischio di tumori.

Il ruolo di un apporto ridotto di folati, tuttavia, va considerato nella complessa eziopatogenesi multifattoriale del cancro.

Non vi è una forte evidenza di un rapporto diretto, mentre è importante considerare le interazioni con altri nutrienti o con fattori di rischio che riducono anche l’assorbimento e l’utilizzo dei folati.

Quali ad esempio l’abitudine al fumo di sigaretta e l’elevato consumo di alcolici.

Uno stato iniziale di carenza di folati porta all’aumento dell’omocisteina plasmatica, un sottoprodotto del metabolismo della metionina e della vitamina B12, la cui mancanza porta a sua volta all’aumento di omocisteina.

Un elevato livello di omocisteina è considerato un possibile biomarcatore di alcune patologie cronico degenerative, tra cui le malattie cardiovascolari.

Tuttavia, la diretta associazione fra la riduzione dei livelli di omocisteina plasmatica e la riduzione del rischio cardiovascolare non è, al momento, sostenuta da evidenze sufficientemente solide.

Carenza di folati cosa succede

La carenza di folati può derivare da:

  • aumento del fabbisogno nutrizionale (gravidanza, allattamento)
  • l’alcol interferisce con l’assorbimento, il metabolismo, l’escrezione renale e il riassorbimento enteroepatico dei folati.
  • tra i farmaci che interferiscono con il metabolismo dei folati vi sono: 5-fluorouracile, metformina, metotrexato, fenobarbitale, fenitoina, sulfasalazina, triamterene trimetoprim.
  • una carenza di folati si associa pertanto a malattie vascolari tromboemboliche, malattie cardiovascolari, depressione, disturbi cognitivi e malattia di Alzheimer.

Le manifestazioni cliniche possono essere:

  • Stanchezza
  • Senso di apatia
  • Inappetenza
  • Disturbi mnemonici
  • Disturbi del sonno
  • Ulcerazioni della mucosa orale
  • Anemia macrocitica
  • Anemia megaloblastica
  • Ritardo mentale (nei bambini)
  • Ritardi nella crescita
  • Alformazioni fetali (difetti del tubo neurale-DTN)

Diagnosi carenza acido folico

L’emocromo può indicare un’anemia megaloblastica indistinguibile da quella da carenza di vitamina B12.

Se il folato sierico è < 3 mcg/L o ng/mL (< 7 nmol/L), è probabile una carenza. Il folato sierico riflette lo stato del folato a meno che l’apporto non sia aumentato o diminuito di recente.

Invece se si è modificato l’apporto, il livello di folato eritrocitario (GR) riflette meglio i depositi tissutali. Un livello < 140 mcg/L o ng/mL (< 305 nmol/L) indica uno status inadeguato.

Anche un aumento del livello di omocisteina suggerisce una carenza di folato (ma il livello è influenzato anche dai livelli di vitamina B12 e di vitamina B6, dall’insufficienza renale e da fattori genetici).

Un livello normale di acido metilmalonico può differenziare la carenza di folati dalla carenza di vitamina B12, in quanto i livelli di acido metilmalonico tendono a salire nel deficit di vitamina B12 ma non in carenza di folati.

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Il Centro Medico Unisalus a Milano è un Poliambulatorio Specialistico Privato. Si trova vicino alla Stazione Centrale di Milano a pochi passi dal “Pirellone”. 

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