2025

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Check-up completo: guida, esami inclusi, costi, valori e quando farlo

Il check-up completo è uno degli strumenti più efficaci per intercettare in anticipo eventuali alterazioni dello stato di salute, monitorare i parametri principali dell’organismo e prevenire disturbi che possono svilupparsi in modo silenzioso. In questa guida trovi tutto quello che serve: quali esami include, quali valori controllare, ogni quanto farlo, quanto costa e come scegliere il centro giusto. In questo articolo parleremo di Che cos’è un check-up completo Il check-up completo è un percorso diagnostico composto da esami del sangue, indagini strumentali e valutazioni cliniche che permettono di ottenere una fotografia dettagliata dello stato di salute generale. L’obiettivo è prevenire, monitorare, e identificare precocemente eventuali fattori di rischio. È particolarmente utile per chi: vuole fare prevenzione con regolarità conduce una vita stressante ha familiarità per alcune patologie non effettuava controlli da più di 12 mesi presenta sintomi vaghi come stanchezza, insonnia, mal di testa, cali di energia Cosa comprende un check-up completo Le componenti possono variare in base all’età, alla storia clinica e al centro diagnostico, ma in genere il percorso è composto da: 1. Esami del sangue principali Emocromo completo Per valutare globuli rossi, bianchi, piastrine e indicare eventuali infezioni, infiammazioni o anemie. Glicemia Indica il livello di zuccheri nel sangue. Valori alterati possono segnalare insulino-resistenza o rischio metabolico. Profilo lipidico: colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi Fondamentale per il rischio cardiovascolare. Funzionalità epatica: AST, ALT, Gamma-GT Monitorano lo stato del fegato e possibili sofferenze epatiche. Funzionalità renale: creatinina, azotemia Valutano la capacità di filtraggio dei reni. Elettroliti: sodio, potassio Cruciali per equilibrio idrico e funzione cardiaca. PCR (Proteina C Reattiva) Indice di infiammazione acuta e cronica. TSH ± FT3, FT4 Ormoni tiroidei essenziali per la regolazione del metabolismo. 2. Esami delle urine Analizzano funzionalità renale, presenza di infezioni, glucosio, proteine o sangue. 3. Visita clinica generale La visita con un medico fornisce una valutazione dei parametri vitali: pressione arteriosa peso, BMI ascoltazione cardiaca e respiratoria eventuali sintomi da approfondire 4. Indagini strumentali più frequenti In base all’età e al profilo di rischio, il check-up può includere: ECG (elettrocardiogramma) Ecografia addominale completa Ecografia tiroidea Spirometria per valutare capacità respiratoria Visita cardiologica o endocrinologica se necessario MOC, ecografia seno, Pap test per check-up femminile PSA per prevenzione maschile over 50 Valori importanti da monitorare Ecco alcuni valori chiave che spesso emergono come indicatori di salute generale: Colesterolo LDL sotto 100 mg/dl (ideale < 70 in persone a rischio) Glicemia a digiuno sotto 100 mg/dl PCR sotto 0,5 mg/dl TSH stabile tra 0,3 e 4,0 µIU/ml Emoglobina tra 12 e 16 g/dl (donne) | 14–18 g/dl (uomini) Pressione arteriosa ideale 120/80 I valori vanno sempre interpretati da un medico in base ad età, sintomi e storia clinica personale. Quanto costa un check-up completo Il costo varia in funzione della tipologia di esami inclusi e degli approfondimenti richiesti. In media: Check-up base: 80–120 € Check-up completo: 150–250 € Check-up avanzato (con ecografie + visite specialistiche): 250–450 € Centri con tecnologia avanzata, referti rapidi o possibilità di prenotazioni flessibili possono oscillare su fasce più alte. Ogni quanto farlo La frequenza consigliata è: Ogni 12 mesi per adulti senza fattori di rischio Ogni 6–12 mesi per chi ha familiarità per patologie cardiache, metaboliche o tiroidee Ogni 6 mesi se si assumono terapie o ci sono valori alterati da monitorare Come scegliere il centro giusto Per ottenere un check-up realmente utile è importante valutare: presenza di specialisti interni possibilità di fare tutti gli esami in un’unica seduta consegna rapida dei referti trasparenza sui costi tecnologie diagnostiche aggiornate personale medico specializzato in prevenzione Prenota un Check-Up Completo Il check-up completo è uno dei passi più concreti per migliorare la salute nel lungo periodo. Con una sola giornata di esami puoi individuare eventuali squilibri, monitorare i valori principali e costruire un percorso di prevenzione su misura. Prenota online

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Fibromialgia: come riconoscerla, chi la cura e quali soluzioni esistono oggi

La fibromialgia è una condizione complessa che genera dolore muscolare diffuso, stanchezza persistente e una serie di sintomi che possono incidere pesantemente sulla qualità della vita. Molte persone arrivano online con domande molto specifiche: chi cura la fibromialgia, come curare la fibromialgia muscolare, come diagnosticare la fibromialgia, come si fa a sapere se si ha la fibromialgia. Questa guida nasce per dare risposte chiare e aiutare chi sospetta di avere questa condizione a trovare un percorso strutturato. In questo articolo parleremo di Chi cura la fibromialgia: lo specialista di riferimento Il medico che normalmente si occupa della diagnosi e della gestione della fibromialgia è il reumatologo. In alcuni casi può intervenire anche un neurologo, soprattutto quando i sintomi comprendono disturbi cognitivi o alterazioni della sensibilità. Un percorso efficace spesso coinvolge più figure: – medico di medicina generale per la valutazione iniziale; – reumatologo per diagnosi e piano terapeutico; – fisioterapista per il recupero muscolare; – psicologo specializzato in gestione del dolore cronico. Questa gestione integrata permette un approccio più mirato rispetto ai sintomi, che sono multifattoriali. Come diagnosticare la fibromialgia in modo corretto Capire come diagnosticare la fibromialgia richiede un iter specifico. Non esiste un singolo esame che confermi la malattia, per questo la diagnosi si basa su: – analisi dei sintomi riferiti dal paziente, inclusi dolore diffuso e persistenza nel tempo; – esclusione di altre patologie che possono generare sintomi simili; – valutazione dei cosiddetti tender points, cioè zone del corpo particolarmente sensibili alla pressione. Il reumatologo è la figura più indicata per applicare questi criteri in modo accurato e arrivare a una diagnosi differenziale. Come si fa a sapere se si ha la fibromialgia Non tutti i dolori muscolari sono fibromialgia. I segnali più comuni che dovrebbero spingere a una valutazione specialistica sono: – dolore muscolare diffuso che dura da più di tre mesi; – sensazione di affaticamento anche dopo il riposo; – difficoltà di concentrazione (“fibro-fog”); – disturbi del sonno; – ipersensibilità al tatto. La presenza simultanea di questi sintomi non basta a confermare la malattia, ma rappresenta un campanello d’allarme importante. Come curare la fibromialgia muscolare: approccio moderno e multidisciplinare Capire come curare la fibromialgia muscolare richiede una strategia personalizzata. Le terapie più utilizzate includono: – esercizio fisico graduale e controllato; – fisioterapia mirata al rilassamento muscolare; – tecniche per la gestione dello stress e del dolore cronico; – eventuali farmaci prescritti dal medico, quando indicati. Non esiste una cura definitiva, ma esistono percorsi che permettono un miglioramento significativo dei sintomi e della qualità della vita. Perché rivolgersi a un centro medico specializzato Gestire la fibromialgia senza una guida professionale può portare a lunghi periodi di incertezza. Un centro medico specializzato garantisce: – diagnosi accurata e tempestiva; – piano terapeutico su misura; – monitoraggio costante dei progressi; – supporto multidisciplinare integrato. Questo approccio riduce i tempi di recupero e migliora la stabilità dei risultati. Hai sintomi compatibili con la fibromialgia? Richiedi una valutazione specialistica. Prenota subito la visita con un professionista ti guiderà nel percorso più adatto alle tue esigenze, dalla diagnosi al trattamento personalizzato. L’inizio del sollievo parte da una consulenza mirata. Prenota online

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Test di frammentazione del DNA spermatico: perché farlo a Milano e quando rivolgersi al Centro Medico UniSalus

La fertilità maschile oggi si valuta con strumenti molto più evoluti rispetto al semplice spermiogramma. Nelle coppie che faticano a ottenere una gravidanza, uno degli indicatori più strategici è la frammentazione del DNA spermatico: un’analisi avanzata in grado di misurare la qualità genetica degli spermatozoi. Sempre più pazienti scelgono Milano per effettuare questo esame, grazie a centri medici altamente specializzati e tecnologie di ultima generazione. Tra questi, Centro Medico UniSalus rappresenta un hub qualificato per diagnosi rapide, percorsi personalizzati e supporto specialistico. In questo articolo parleremo di Cos’è la frammentazione del DNA spermatico e perché incide sulla fertilità La frammentazione del DNA indica il grado di “danneggiamento” del materiale genetico presente negli spermatozoi. Anche in presenza di valori normali di concentrazione e motilità, il DNA può essere compromesso. Questo può diventare un fattore critico in situazioni come: • Difficoltà a concepire spontaneamente • Fallimenti ripetuti nei percorsi di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) • Abortività ricorrente • Età paterna avanzata • Stress ossidativo, esposizione a inquinanti, fumo Misurare la frammentazione significa aggiungere un tassello importante alla strategia clinica complessiva, accelerando le tempistiche decisionali. Perché effettuare il test a Milano presso il Centro Medico UniSalus Milano offre alcuni dei laboratori più attrezzati in Italia per le analisi andrologiche avanzate. UniSalus integra competenze multidisciplinari e un modello di servizio orientato alla performance diagnostica: Analisi accurata con metodiche certificate • Tempi di refertazione brevi, utili per chi sta seguendo un percorso di fertilità • Interfaccia diretta con andrologi e urologi per la definizione del piano clinico successivo • Accoglienza discreta e processi ottimizzati, pensati per pazienti che cercano efficienza e riservatezza L’obiettivo è trasformare un semplice esame in una leva decisionale concreta, supportando il paziente lungo tutto il funnel diagnostico. Quando il test diventa davvero utile Nei flussi operativi di coppia, il test di frammentazione viene consigliato in tre scenari chiave: Prima di iniziare un percorso di PMA, per ottimizzare la strategia terapeutica. Dopo due o più tentativi falliti di fecondazione assistita. Nei casi in cui l’uomo presenti parametri borderline o esposizione a fattori di rischio. Una valutazione accurata permette di aumentare l’efficacia delle decisioni cliniche e di evitare iter ripetitivi o poco mirati. Come si svolge il test presso il Centro Medico UniSalus Il percorso è lineare e progettato per ridurre i tempi di attesa: Accettazione e raccolta del campione, in un ambiente riservato. Analisi di laboratorio, con tecniche che quantificano la percentuale di spermatozoi con DNA danneggiato. Report dettagliato con interpretazione clinica e indicazioni operative per il passo successivo. Il paziente riceve supporto costante, così da comprendere pienamente i risultati e orientarsi verso il percorso più performante. Perché ora è il momento di farlo La fertilità ha finestre temporali sensibili. Avere dati solidi consente di prendere decisioni rapide, ridurre l’incertezza e valorizzare ogni step del percorso di coppia. Una diagnosi tempestiva della frammentazione del DNA è un asset che può fare la differenza. Per informazioni, prenotazioni e disponibilità dei test, il team UniSalus è pronto a supportare il tuo percorso diagnostico con un approccio strutturato e orientato ai risultati. Prenota ora la visita Urologica Chiudere il percorso diagnostico con il test di frammentazione del DNA spermatico significa lavorare con dati affidabili e prendere decisioni più rapide nei processi di fertilità. Una valutazione avanzata della qualità genetica degli spermatozoi permette di ottimizzare ogni step, ridurre tentativi inefficaci e costruire un piano terapeutico realmente mirato. Milano offre infrastrutture e competenze di alto livello, e un centro come UniSalus consente di trasformare un esame complesso in un flusso operativo lineare, supportato da specialisti e tempi di risposta rapidi. Investire ora in questo test vuol dire posizionarsi su un percorso più informato, più efficace e decisamente più orientato ai risultati futuri. Prenota online

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Come riconoscere un’ulcera?

Come disinfettare le ulcere alle gambe: approccio corretto e quando rivolgersi a uno specialista

Le ulcere alle gambe non sono semplici ferite: sono lesioni croniche che richiedono una gestione strutturata, continua e guidata da competenze specialistiche. Il modo in cui vengono disinfettate e medicinate incide direttamente sui tempi di guarigione, sulla possibilità di recidive e sulla qualità di vita del paziente. Oggi la vulnologia rappresenta una disciplina dedicata alla cura avanzata delle ferite. Sapere come affrontare correttamente ogni fase, dalla detersione alla scelta della medicazione, è un asset essenziale per evitare infezioni e peggioramenti. In questo articolo parleremo di Perché l’igiene dell’ulcera è un passaggio critico Un’ulcera cronica può facilmente contaminarsi, soprattutto se l’area è poco vascolarizzata o se il paziente presenta patologie come insufficienza venosa, diabete o linfedema. La detersione corretta non è un semplice gesto di pulizia: serve a ridurre la carica batterica, favorire l’ossigenazione dei tessuti e preparare la ferita alla terapia adeguata. Una gestione non corretta rischia di rallentare la cicatrizzazione, aumentare il dolore e portare a complicanze che richiedono interventi più complessi. Come si disinfettano correttamente le ulcere alle gambe Le linee guida moderne in vulnologia puntano su una detersione delicata ma efficace, rispettosa dei tessuti e strutturata in passaggi chiari. Detersione della ferita Si parte da una pulizia con soluzione fisiologica o detergenti specifici per ferite croniche. Questa fase rimuove residui, fibrina superficiale e secrezioni senza irritare i tessuti già compromessi. Scelta del disinfettante La valutazione varia in base allo stato della ferita. In molte situazioni, gli specialisti preferiscono prodotti non citotossici, cioè non dannosi per le cellule che devono rigenerarsi. Prodotti a base di sostanze come poli-esanide (PHMB) o iodopovidone, quando indicati, vengono selezionati dopo una valutazione clinica del quadro. Asciugatura e preparazione Si tampona delicatamente intorno alla ferita, evitando sfregamenti. L’obiettivo è creare un microambiente controllato per la medicazione successiva. Medicazione avanzata La scelta della medicazione è un passaggio chiave: idrocolloidi, schiume in poliuretano, alginati o medicazioni con argento vengono selezionati sulla base della quantità di essudato, della profondità della lesione e del rischio infettivo. L’approccio è personalizzato, perché ogni ulcera ha il proprio profilo. Compressione quando necessaria In presenza di ulcere venose, la terapia compressiva rappresenta uno dei driver principali di guarigione. Viene applicata solo dopo valutazione specialistica. Cosa evitare assolutamente Molti peggioramenti derivano da gesti apparentemente innocui. In vulnologia, l’improvvisazione è un rischio. Non si dovrebbero usare: • Disinfettanti aggressivi come alcool o acqua ossigenata (possono danneggiare i tessuti sani). • Rimedi casalinghi non validati. • Medicazioni fai-da-te o prodotti non sterili. • Fasciature troppo strette che impediscono il corretto flusso sanguigno. Il tema chiave è evitare soluzioni rapide e scegliere un percorso clinico affidabile. Quando è necessario rivolgersi a uno specialista in vulnologia Il supporto di un centro dedicato è cruciale quando la ferita non migliora, peggiora o presenta segni di infezione. I segnali d’allerta includono: • Arrossamento marcato, cattivo odore, dolore crescente. • Fuoriuscita di pus o aumento dell’essudato. • Mancata riduzione delle dimensioni dopo alcune settimane. • Presenza di febbre o malessere generale. Un team specializzato garantisce valutazioni accurate, medicazioni avanzate e un monitoraggio costante dell’evoluzione della lesione. Il valore aggiunto è il percorso integrato: wound care, diagnostica, supporto vascolare e follow-up. Discutere con il medico la possibilità di utilizzare nuove terapie farmacologiche o integrative.   Seguire un programma di esercizio fisico regolare, calibrato sulle proprie condizioni.   Integrare tecniche di mindfulness e strategie per migliorare il sonno.   Monitorare la propria qualità di vita e condividere i risultati con il proprio specialista per una terapia su misura. Perché intervenire ora Le ulcere croniche non “guariscono da sole”. Più tempo passa, più la ferita può cronicizzarsi, con impatti sulle attività quotidiane e sul benessere globale del paziente. Un intervento precoce consente di ridurre i tempi di guarigione, prevenire complicanze e ottimizzare il percorso terapeutico. Per una valutazione specialistica e un piano di cura personalizzato, i centri di vulnologia dedicati offrono supporto completo e continuativo, trasformando la gestione dell’ulcera in un processo strutturato e monitorato. Ogni paziente viene seguito con attenzione individuale, con l’obiettivo di ridurre il dolore, migliorare la qualità del sonno e recuperare il benessere psicofisico.Il centro si distingue per l’utilizzo di tecnologie innovative, programmi di riabilitazione su misura e un’attenzione costante all’educazione del paziente. Scegliere Unisalus significa affidarsi a professionisti che mettono al centro la persona, la scienza e il miglioramento concreto della qualità di vita. Prenota ora la visita in Vulnologia Una gestione professionale delle ulcere alle gambe non è solo una questione di cura, ma un vero investimento sulla stabilità clinica del paziente. La scelta di un team competente è il punto di svolta per riportare la guarigione in una traiettoria prevedibile e sostenibile, aprendo la strada a un miglioramento concreto della qualità di vita. Per i centri come Unisalus, il futuro è nell’innovazione clinica e nella comunicazione chiara con il paziente: offrire percorsi terapeutici aggiornati, basati sulla scienza, che mettano al centro la persona e la sua qualità di vita. Prenota online

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la fibromialgia può scomparire

Le ultime novità sulle cure della Fibromialgia

La fibromialgia è una condizione cronica complessa, caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento, disturbi del sonno e alterazioni cognitive. Fino a poco tempo fa, il trattamento era principalmente orientato alla gestione dei sintomi — e le opzioni farmacologiche erano limitate e spesso insoddisfacenti. Negli ultimi anni, però, la ricerca ha accelerato: nuovi farmaci in via di approvazione, terapie non farmacologiche integrate, biomarcatori e strumenti digitali stanno aprendo nuove prospettive. Questo articolo riassume le principali novità del 2024-2025 che possono interessare pazienti e professionisti, con un focus sull’applicazione in Italia. In questo articolo parleremo di Nuovi farmaci e molecole in fase avanzata Tonmya (ciclobenzaprina sublinguale) Una delle maggiori novità è l’approvazione negli Stati Uniti di Tonmya, la prima nuova terapia per la fibromialgia in oltre quindici anni. La sua caratteristica è la somministrazione sublinguale, prima di coricarsi, con l’obiettivo di agire sul sonno non ristoratore — un aspetto centrale della sindrome — e non solo sul dolore. In Italia ed Europa è ancora in fase di approvazione, ma rappresenta una svolta nell’approccio terapeutico. Altre molecole promettenti La combinazione di L-acetilcarnitina (LAC) e Palmitoiletanolamide (PEA) ha mostrato risultati incoraggianti in studi controllati su pazienti con fibromialgia moderata-grave, con un miglioramento dei punteggi legati al dolore e alla qualità di vita. Sono inoltre in corso ricerche su nuove classi di farmaci orientate alla neuromodulazione e al riequilibrio dei sistemi neurotrasmettitoriali. In sintesi: queste novità non sostituiscono i trattamenti consolidati, ma aprono la strada a opzioni più mirate e personalizzate. È essenziale che la valutazione clinica resti individualizzata. Terapie non farmacologiche e approccio integrato Un aspetto sempre più rilevante è l’approccio multidisciplinare: combinare farmaci, terapie fisiche e interventi psicosociali. Esercizio fisico, TCC e mindfulness Esercizio regolare, terapia cognitivo-comportamentale e mindfulness migliorano dolore, affaticamento e qualità del sonno. Queste metodiche, se integrate, consentono di ridurre l’uso di farmaci e migliorare la gestione quotidiana della malattia. Neuromodulazione e tecnologie digitali La stimolazione magnetica transcranica (rTMS) e la stimolazione a corrente continua (tDCS) stanno mostrando efficacia crescente nel ridurre il dolore cronico. Allo stesso tempo, la realtà virtuale e le app terapeutiche rappresentano strumenti di supporto emergenti nella gestione del dolore e dell’ansia. Stile di vita e nutraceutici L’integrazione di sostanze come PEA e L-acetilcarnitina, associata a una corretta alimentazione, all’igiene del sonno e alla gestione dello stress, può avere effetti positivi. L’approccio globale rimane la chiave: curare corpo, mente e abitudini quotidiane insieme. Per un centro medico specializzato, predisporre percorsi integrati che includano fisioterapia, psicoterapia e educazione terapeutica rappresenta il modello vincente. Biomarcatori e riconoscimento istituzionale Verso una diagnosi più precisa La ricerca sta individuando nuovi biomarcatori utili per la diagnosi della fibromialgia, come indicatori legati alla sensibilizzazione centrale e all’infiammazione neuroimmunitaria. Questi strumenti potrebbero, in futuro, rendere la diagnosi più oggettiva e precoce. Riconoscimento nei LEA e PDTA nazionali In Italia si sta procedendo verso l’inserimento della fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e nella definizione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA). Questo significa che i pazienti potranno accedere con maggiore facilità a visite, terapie riabilitative e trattamenti specifici. Per i centri medici, adeguarsi a questi standard significa poter offrire percorsi conformi alle future linee guida nazionali e partecipare attivamente al riconoscimento istituzionale della patologia. Le tendenze del 2025 Farmaci innovativi come Tonmya segnano un cambio di paradigma: non più solo controllo del dolore, ma anche miglioramento del sonno e della qualità di vita. L’approccio integrato — farmaco, esercizio, psicoterapia e nutrizione — diventa il nuovo standard. La digital health entra nella pratica clinica quotidiana con strumenti di neuromodulazione e app di monitoraggio. La fibromialgia ottiene finalmente maggiore riconoscimento clinico e sociale in Italia. Cresce la personalizzazione del trat Consigli pratici per il paziente Affidarsi a un centro specializzato per una valutazione multidisciplinare che includa reumatologo, fisioterapista e psicologo. Discutere con il medico la possibilità di utilizzare nuove terapie farmacologiche o integrative. Seguire un programma di esercizio fisico regolare, calibrato sulle proprie condizioni. Integrare tecniche di mindfulness e strategie per migliorare il sonno. Monitorare la propria qualità di vita e condividere i risultati con il proprio specialista per una terapia su misura. Perché scegliere il Centro Medico Unisalus di Milano Il Centro Medico Unisalus di Milano rappresenta un punto di riferimento per la diagnosi e la cura della fibromialgia grazie a un approccio integrato e personalizzato. Il nostro team multidisciplinare — composto da reumatologi, fisioterapisti, psicologi e nutrizionisti — lavora in sinergia per offrire un percorso terapeutico completo, basato sulle più recenti evidenze scientifiche. Ogni paziente viene seguito con attenzione individuale, con l’obiettivo di ridurre il dolore, migliorare la qualità del sonno e recuperare il benessere psicofisico.Il centro si distingue per l’utilizzo di tecnologie innovative, programmi di riabilitazione su misura e un’attenzione costante all’educazione del paziente. Scegliere Unisalus significa affidarsi a professionisti che mettono al centro la persona, la scienza e il miglioramento concreto della qualità di vita. Prenota ora la visita per la Fibromialgia La fibromialgia resta una sfida, ma le prospettive stanno cambiando rapidamente. Le nuove terapie farmacologiche, l’integrazione di approcci mente-corpo e il riconoscimento istituzionale segnano un passo avanti concreto. Per i centri come Unisalus, il futuro è nell’innovazione clinica e nella comunicazione chiara con il paziente: offrire percorsi terapeutici aggiornati, basati sulla scienza, che mettano al centro la persona e la sua qualità di vita. Prenota online

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Cannabis terapeutica a Milano: il servizio del Centro Medico Unisalus

Milano è una città in cui l’innovazione non dorme, anche nel campo medico. Al Centro Medico Unisalus, offriamo la terapia con cannabis medica come opzione integrativa per pazienti selezionati: un percorso sicuro, regolamentato e personalizzato, con medici esperti che affiancano il paziente in ogni fase. In questo articolo parleremo di Cos’è la cannabis terapeutica La cannabis terapeutica non è “marijuana ricreativa” ma farmaci o preparazioni vegetali a base di cannabinoidi (THC, CBD, ecc.) usate per trattare sintomi come dolore cronico, spasticità, nausea da chemioterapia, e altri disturbi. In Italia, tali terapie sono contemplate da norme specifiche (Decreto ministeriale 9 novembre 2015 è fra le fonti normative di riferimento).  Attualmente, l’Italia consente le preparazioni magistrali a base di cannabis per uso medico (tinture, oli, estratti) realizzate in farmacia su prescrizione.  Un farmaco sintetico, il Sativex, è autorizzato in casi specifici (per la spasticità nella sclerosi multipla).  Negli ultimi tempi, la normativa è in evoluzione: il decreto D.L. 48/2025 ha introdotto restrizioni sull’importazione e sulla cessione delle infiorescenze secche, pur non colpendo estratti, oli e preparati derivati.  Chi può accedere e in quali casi La cannabis terapeutica è indicata quando trattamenti convenzionali hanno fallito o hanno effetti collaterali inaccettabili. Le condizioni in cui può essere utile includono, fra le altre: dolore cronico refrattario spasticità in malattie neurologiche nausea e vomito da chemioterapia neuropatie resistenti sintomi legati a patologie infiammatorie In Regione Lombardia (incluso Milano), la cannabis terapeutica può essere rimborsabile (cioè il paziente paga solo il ticket, se non esente) se prescritta con i requisiti corretti.  Il percorso terapeutico al Centro Medico Unisalus Valutazione iniziale Un medico specialista valuta la storia clinica, i trattamenti precedenti, i sintomi residui e i potenziali rischi. Prescrizione e autorizzazioni Se il medico ritiene la cannabis opportuna, formula la prescrizione conforme alle normative vigenti. Preparazione galenica / formulazione personalizzata Il farmaco (olio, estratto, etc.) viene preparato in farmacia affiliata secondo le dosi richieste. Monitoraggio e follow-up Importante tracciare efficacia, dosaggio, eventuali effetti avversi, interazioni farmacologiche. Possibile aggiustamento Il trattamento è dinamico: si può modificare posologia o formula in base alla risposta. Benefici, rischi e limiti La cannabis terapeutica è un trattamento sintomatico, non una cura radicale: può migliorare la qualità della vita, ridurre dolore o spasmi, e permettere una riduzione di altri farmaci.  I rischi includono effetti collaterali (alterazioni cognitive, stanchezza, effetti sull’umore, interazioni con altri farmaci). È fondamentale un monitoraggio medico costante. Un limite pratico è la disponibilità dei materiali: in Italia, la disponibilità di cannabis medica spesso è soggetta a problemi logistici di approvvigionamento.  Altro aspetto da considerare: il Codice della Strada aggiornato dal 14 dicembre 2024 non contempla tutele specifiche per chi assume cannabinoidi a scopo terapeutico, sollevando preoccupazioni tra pazienti.  FAQ utili La cannabis terapeutica è legale in Italia? Sì, se prescritta da medico e somministrata tramite preparazioni galeniche o farmaci autorizzati. Si acquista in farmacia? Sì, nelle farmacie specializzate con ricetta medica. È rimborsabile? In Lombardia, sì, se soddisfa requisiti clinici e prescritti correttamente. Quanto costa una visita con cannabis terapica a Unisalus? Circa 200 €. Ci sono restrizioni sul trasporto / guida? Il nuovo Codice della Strada non distingue utenti medici, quindi il rischio legale è incerto. Prenota la Cannabis Terapia presso Unisalus Se stai cercando un approccio innovativo e gestito con responsabilità alla gestione del dolore o di sintomi persistenti, la terapia con cannabis medica presso il Centro Medico Unisalus può essere un’opzione da esplorare. Prenota una visita specialistica, ricevi una valutazione personalizzata e scopri se puoi essere idoneo. Contattaci al 02.48.013.784 o scrivi a info@unisalus.it per maggiori informazioni e prenotazioni. Contatti: Via Gustavo Fara 39, Milano — Tel. 02 4801 3784 Prenota ora la Cannabis Terapia La nostra Dottoressa Marciniak Katarzyna è a tua completa disposizione! Prenota online

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ozonoterapia endovenosa

Ozonoterapia a Milano: come il Centro Medico Unisalus porta sollievo e benessere con terapie avanzate

 Se soffri di dolori cronici, infiammazioni persistenti o tensioni muscolo-scheletriche, forse hai già sentito parlare dell’ozonoterapia — una pratica sempre più richiesta per le sue proprietà analgesiche e rigeneranti. Al Centro Medico Unisalus di Milano offriamo un approccio medico serio, personalizzato, con protocolli sicuri e trasparenti. Scopri come può cambiare il tuo benessere. In questo articolo parleremo di Cos’è l’Ozonoterapia e come funziona L’ozonoterapia (o ossigeno-ozono terapia) consiste nell’uso controllato di una miscela di ossigeno e ozono, somministrata localmente (infiltrazioni, iniezioni articolari, trattamenti intramuscolari) oppure tramite tecniche sistemiche (es. autoemoterapie).  Agisce stimolando meccanismi antinfiammatori, analgesici, migliorando l’ossigenazione dei tessuti, attivando processi di rigenerazione cellulare e modulando il sistema immunitario.   Benefici attesi  Investire nell’ozonoterapia non significa “magia”, ma scegliere un supporto medico mirato. Ecco i principali possibili benefici, secondo studi clinici e pratiche consolidate: Riduzione del dolore e dell’infiammazione nei distretti trattati Miglior microcircolo e apporto di ossigeno ai tessuti periferici  Stimolo dei processi rigenerativi, accelerazione della guarigione tessutale  Azione antimicrobica (antibatterica, antivirale, antimicotica) e immunomodulante  Utilità in patologie vertebrali come ernie, protrusioni, contratture muscolari e lombalgie  Nota di trasparenza e avvertenze: L’ozonoterapia è considerata controversa da alcune istituzioni mediche: mancano studi clinici robusti di altissimo livello per molte indicazioni, e l’ozono può essere dannoso se usato impropriamente o in concentrazioni elevate. Al Centro Medico Unisalus applichiamo protocolli testati, controlli rigorosi e valutazioni individuali per minimizzare i rischi e massimizzare i benefici. Per chi è indicata L’ozonoterapia può essere particolarmente utile nei casi di: Dolori vertebrali, ernie, protrusioni Artrosi, tendinopatie, dolori articolari cronici Infiammazioni locali persistenti (trigger point, contratture) Situazioni dove è richiesta una stimolazione rigenerativa o un supporto immunitario mirato Prima di procedere, ogni paziente viene valutato con anamnesi, esami di base e un’analisi personalizzata per definire la strategia ottimale.   Cosa aspettarsi durante il percorso terapeutico Prima visita e valutazione completa Indicazione del protocollo: numero di sedute, modalità (locale, sistemica, etc.) Monitoraggio continuo dei progressi Regolazioni del piano terapeutico in base alla risposta individuale Perché scegliere il Centro Medico Unisalus Esperienza specialistica e tecnologie all’avanguardia Protocoli personalizzati e rigorosi standard di sicurezza Approccio integrato: medicina, fisioterapia, valutazione completa Posizione strategica a Milano, vicina a stazioni e snodi urbani. Prenota l’Ozonoterapia presso Unisalus Se vuoi approfondire l’ozonoterapia per te, prenota una consulenza presso il Centro Medico Unisalus. Il nostro staff ti guiderà con trasparenza, valutando rischi, benefici e alternative complementari. Contatti: Via Gustavo Fara 39, Milano — Tel. 02 4801 3784 Prenota ora l’Ozonoterapia La nostra Dottoressa Marciniak Katarzyna è a tua completa disposizione! Prenota online

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Stress da rientro: come affrontare ansia e stanchezza dopo le vacanze

Lo stress da rientro è una condizione molto comune che si manifesta quando, dopo le vacanze estive, si torna ai ritmi frenetici di lavoro, scuola e impegni quotidiani. Questo fenomeno, noto anche come ansia da rientro o post-vacation blues, può causare stanchezza, calo di motivazione e irritabilità. Riconoscerne i sintomi e imparare a gestirli è fondamentale per affrontare settembre con energia e benessere. In questo articolo parleremo di Cos’è lo stress da rientro? Lo stress da rientro è un malessere temporaneo caratterizzato da calo dell’energia, difficoltà di concentrazione e sensazione di ansia o irritabilità. È legato al brusco passaggio da un periodo di relax e libertà a una routine scandita da impegni e responsabilità. Non è una malattia, ma può diventare un campanello d’allarme se i sintomi persistono troppo a lungo o peggiorano nel tempo. I sintomi più comuni Lo stress da rientro può manifestarsi con diversi segnali: difficoltà di concentrazione sul lavoro o nello studio   stanchezza fisica e mentale   ansia e irritabilità   disturbi del sonno   mal di testa o tensioni muscolari   sensazione di tristezza o demotivazione   Riconoscere questi sintomi è il primo passo per affrontarli correttamente.   Strategie pratiche per ridurre lo stress da rientro Riprendi gradualmente la routine Non pretendere di tornare subito al 100%. Concediti tempo per riorganizzare i ritmi di sonno, alimentazione e lavoro. Organizza le giornate Pianifica le attività più impegnative nelle prime ore del giorno e inserisci pause rigeneranti. Fai attività fisica Lo sport stimola la produzione di endorfine e riduce il cortisolo, l’ormone dello stress. Anche una passeggiata quotidiana è un ottimo alleato. Cura l’alimentazione Prediligi cibi leggeri e nutrienti: frutta, verdura di stagione, cereali integrali e tanta acqua. Ritagliati momenti di relax Leggere un libro, ascoltare musica o dedicarsi a un hobby aiuta a ridurre la tensione e recuperare energie mentali. Quando rivolgersi a uno specialista Se i sintomi dello stress da rientro si protraggono per più di due settimane o diventano invalidanti (ansia persistente, insonnia grave, calo di motivazione), può essere utile il supporto di uno psicologo. Un percorso psicologico permette di: comprendere le cause profonde del malessere imparare tecniche di gestione dell’ansia recuperare energia e motivazione prevenire ricadute future Prenota una visita psicologica presso Unisalus Presso il Centro Medico Unisalus puoi trovare psicologi qualificati pronti ad ascoltarti e guidarti verso il benessere. 👉 Prenota ora una visita psicologica e inizia a prenderti cura della tua salute mentale: il primo passo verso un rientro sereno. Prenota ora una Visita Psicologica La nostra Dottoressa Silvia Garavaglia è a tua completa disposizione! Prenota online

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bioristrutturazione viso

 Bioristrutturazione: la chiave per una pelle giovane ed elastica

Nell’era digitale, la qualità della pelle è sempre più sotto la lente d’ingrandimento. Basta scattarsi un selfie o partecipare a una riunione online per notare dettagli che spesso sfuggivano davanti allo specchio. L’evoluzione della medicina estetica ha portato a un cambiamento delle esigenze dei pazienti, che non si concentrano più solo su singole imperfezioni, ma su un miglioramento globale della qualità cutanea. La bioristrutturazione rappresenta una delle tecniche più avanzate per ottenere una pelle più tonica, elastica e luminosa, contrastando i segni dell’invecchiamento in modo naturale e progressivo. In questo articolo parleremo di Cos’è la bioristrutturazione? La bioristrutturazione è un trattamento di medicina estetica non invasivo che mira a migliorare la qualità della pelle attraverso la stimolazione della produzione di collagene ed elastina.  A differenza di altre tecniche più invasive, non altera i volumi del viso, ma agisce in profondità sulla struttura cutanea, migliorandone la compattezza e l’idratazione. Si basa sull’iniezione di sostanze biorivitalizzanti, come acido ialuronico, vitamine, amminoacidi e peptidi biomimetici, che stimolano i processi rigenerativi della pelle.  Il trattamento può essere applicato a diverse aree del corpo, tra cui viso, collo, décolleté e mani, risultando particolarmente efficace nel contrastare la perdita di elasticità e la disidratazione cutanea. Una delle tecniche più innovative nel campo della bioristrutturazione è l’utilizzo degli skinboosters. Questi prodotti, a base di acido ialuronico NASHA (Non-Animal Stabilized Hyaluronic Acid), facilitano gli scambi di ossigeno e nutrienti nella pelle e ripristinano l’ottimale tensione meccanica, attivando i fibroblasti e promuovendo la neocollagenesi. Dopo l’iniezione, l’acido ialuronico richiama gradualmente acqua nel derma, creando una riserva d’idratazione profonda che rassoda e tonifica la pelle, riducendo visibilmente le rughe. Benefici della bioristrutturazione I benefici della bioristrutturazione sono molteplici e riguardano sia l’aspetto estetico che la salute della pelle. Tra i principali vantaggi ci sono: idratazione profonda: le sostanze iniettate favoriscono la ritenzione di acqua nei tessuti, rendendo la pelle più morbida e luminosa. stimolazione del collagene ed elastina: il trattamento favorisce la rigenerazione cellulare, migliorando la tonicità e l’elasticità cutanea. effetto naturale e progressivo: a differenza di filler o interventi più invasivi, la bioristrutturazione non altera i lineamenti, ma migliora gradualmente la qualità della pelle. prevenzione dell’invecchiamento: l’azione biorivitalizzante aiuta a contrastare la comparsa di rughe e segni del tempo. Come si svolge il trattamento di bioristrutturazione Il trattamento di bioristrutturazione si articola in più sedute, a seconda delle condizioni della pelle e degli obiettivi del paziente. Preparazione al trattamento Prima di sottoporsi alla bioristrutturazione, è necessaria una visita con un medico estetico per valutare lo stato della pelle e stabilire il protocollo più adatto. È importante evitare farmaci anticoagulanti nei giorni precedenti la seduta, per ridurre il rischio di ematomi. La seduta di bioristrutturazione Il trattamento prevede microiniezioni intradermiche di sostanze bioristrutturanti. La seduta dura circa 30-45 minuti e non è particolarmente dolorosa, grazie all’uso di aghi molto sottili e, in alcuni casi, di anestetici locali. Dopo l’applicazione, possono comparire lievi arrossamenti o gonfiori, che scompaiono spontaneamente entro poche ore. Post-trattamento e recupero Dopo la seduta, si consiglia di evitare esposizione al sole, saune e trattamenti aggressivi per almeno 48 ore. La pelle inizia a mostrare miglioramenti già dopo pochi giorni, con un progressivo aumento della tonicità e luminosità nelle settimane successive. Chi può sottoporsi alla bioristrutturazione? La bioristrutturazione è adatta a chiunque desideri migliorare la qualità della propria pelle in modo naturale. È indicata sia per pelli giovani, a scopo preventivo, sia per pelli più mature, per contrastare la perdita di elasticità. È controindicata in caso di: gravidanza; allattamento; infezioni cutanee attive; allergie ai componenti utilizzati. Risultati attesi e durata degli effetti I risultati della bioristrutturazione sono visibili già dopo le prime sedute, con un progressivo miglioramento della texture cutanea. Per un effetto ottimale, si consigliano cicli di trattamento periodici, in base alle esigenze individuali. La durata dei benefici dipende dallo stile di vita e dai trattamenti di mantenimento effettuati. Possibili effetti collaterali della bioristrutturazione Come ogni trattamento medico estetico, anche la bioristrutturazione può comportare lievi effetti collaterali, tra cui arrossamenti, piccoli lividi o gonfiore nella zona trattata. Questi effetti sono temporanei e scompaiono spontaneamente nel giro di pochi giorni. Conclusione La bioristrutturazione rappresenta un’ottima soluzione per chi desidera prendersi cura della propria pelle in modo naturale ed efficace. Grazie ai progressi della medicina estetica, oggi è possibile ottenere una pelle più sana, luminosa ed elastica senza dover ricorrere a interventi invasivi. Consultare un medico specializzato è il primo passo per intraprendere un percorso personalizzato e ottenere i migliori risultati possibili. Vuoi scoprire se la bioristrutturazione è il trattamento giusto per te? Prenota una consulenza estetica gratuita con un esperto e inizia il tuo percorso verso una pelle più giovane ed elastica! Prenota online

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dieta per endometriosi

Dieta e endometriosi: guida completa

L’endometriosi è una condizione cronica che colpisce molte donne in età fertile, causando dolore e difficoltà nella vita quotidiana. Oltre ai trattamenti medici disponibili, sempre più ricerche sottolineano l’importanza dell’alimentazione nella gestione della malattia. Seguire una dieta adeguata può contribuire a ridurre l’infiammazione, alleviare i sintomi e migliorare il benessere generale. In questo articolo troverai una guida completa sugli alimenti consigliati e quelli da evitare, oltre a suggerimenti pratici per un’alimentazione equilibrata. In questo articolo parleremo di: Cos’è l’endometriosi L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica caratterizzata dalla presenza anomala di tessuto endometriale al di fuori dell’utero. Questo tessuto, che normalmente si sfalda durante il ciclo mestruale, può impiantarsi in diverse aree del corpo, come ovaie, tube di Falloppio, peritoneo e, in alcuni casi, intestino e vescica. Questa condizione provoca infiammazione cronica, dolore e, in molti casi, problemi di fertilità. Le cause precise dell’endometriosi non sono ancora del tutto chiare, ma si ipotizza che fattori genetici, alterazioni del sistema immunitario e squilibri ormonali possano contribuire alla sua insorgenza. Spesso questa patologia viene diagnosticata in ritardo perché i suoi sintomi possono essere confusi con quelli di altre condizioni ginecologiche. Per una diagnosi certa si utilizzano tecniche di imaging avanzate, come l’ecografia transvaginale o, nei casi più complessi, la laparoscopia. Sebbene non esista una cura definitiva, è possibile gestire l’endometriosi attraverso trattamenti ormonali, interventi chirurgici e strategie alimentari mirate. Una dieta equilibrata può ridurre l’infiammazione e alleviare i sintomi, motivo per cui molte donne scelgono di modificare il proprio regime alimentare per migliorare la qualità della vita. Endometriosi: gli alimenti consigliati Seguire un’alimentazione bilanciata e ricca di nutrienti essenziali può contribuire a ridurre i sintomi dell’endometriosi e migliorare il benessere generale. Alcuni alimenti hanno proprietà antinfiammatorie e regolano gli ormoni, favorendo l’equilibrio del corpo. Ecco i principali cibi consigliati: Alimenti ricchi di Omega-3Gli acidi grassi omega-3 aiutano a ridurre l’infiammazione e a migliorare la risposta immunitaria. Si trovano principalmente in pesce azzurro (salmone, sgombro, sardine), semi di lino, semi di chia e noci. Consumare regolarmente questi alimenti può aiutare a bilanciare il rapporto tra omega-3 e omega-6, contrastando i processi infiammatori tipici dell’endometriosi. Frutta e verduraFrutta e verdura sono essenziali in una dieta antinfiammatoria, poiché ricche di vitamine, minerali e antiossidanti. Particolarmente utili sono i frutti di bosco, le arance, gli spinaci, il cavolo riccio e i peperoni. Questi alimenti aiutano a disintossicare l’organismo e rafforzano il sistema immunitario. Cereali integrali e legumiI cereali integrali (quinoa, riso integrale, avena) e i legumi (ceci, lenticchie, fagioli) sono ottime fonti di fibre, che aiutano a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue e a migliorare la salute intestinale. Un intestino in equilibrio riduce l’eccessivo assorbimento di estrogeni, contribuendo a una gestione più efficace dell’endometriosi. Alimenti da evitare se soffri di endometriosi Alcuni alimenti possono aggravare i sintomi dell’endometriosi, aumentando l’infiammazione e influenzando negativamente l’equilibrio ormonale. Eliminare o ridurre il consumo di questi cibi può aiutare a gestire meglio la patologia. Cibi ricchi di grassi saturiAlimenti come carni rosse, insaccati e formaggi stagionati contengono elevate quantità di grassi saturi, che possono aumentare i livelli di infiammazione e stimolare la produzione di estrogeni. Ridurne il consumo può essere utile nella gestione della malattia. Alcol e bevande zuccherateL’alcol e le bevande zuccherate contribuiscono all’infiammazione e possono alterare il metabolismo degli estrogeni. Sostituire queste bevande con acqua, tisane o estratti naturali può essere una buona strategia per migliorare i sintomi dell’endometriosi. Cibi ultra-processatiSnack confezionati, fast food e dolci industriali spesso contengono additivi, zuccheri raffinati e grassi idrogenati che favoriscono l’infiammazione. Preferire alimenti freschi e cucinati in casa è una scelta più salutare. Consigli per una dieta equilibrata Seguire una dieta equilibrata significa scegliere i cibi giusti e adottare abitudini alimentari sane che favoriscano il benessere a lungo termine.  Pianificare i pasti in modo strategico e integrare alcuni nutrienti specifici può aiutare a controllare i sintomi dell’endometriosi e migliorare la qualità della vita. Organizzare i pasti in anticipo aiuta a mantenere un’alimentazione bilanciata ed evitare il consumo di cibi poco salutari. Preparare un menù settimanale con ingredienti freschi e nutrienti permette di ottimizzare l’assunzione di sostanze benefiche, ridurre l’infiammazione e migliorare il benessere generale. Alcuni integratori possono supportare la dieta e contribuire alla gestione dell’endometriosi. La vitamina D è essenziale per il sistema immunitario e la salute delle ossa, mentre il magnesio aiuta a ridurre lo stress e i crampi muscolari. I probiotici, invece, favoriscono l’equilibrio della flora intestinale, migliorando la digestione e riducendo l’infiammazione. Stile di vita e altri rimedi per gestire l’endometriosi L’attività fisica regolare gioca un ruolo fondamentale nella gestione dell’endometriosi, contribuendo a ridurre l’infiammazione e a migliorare la circolazione sanguigna. Inoltre, praticare tecniche di rilassamento come yoga, meditazione e respirazione profonda può favorire il benessere mentale e fisico, aiutando a gestire il dolore e lo stress associati alla patologia. Alcune terapie complementari possono essere un valido supporto per chi soffre di endometriosi. L’agopuntura, ad esempio, è stata studiata per i suoi effetti benefici nel ridurre il dolore pelvico e migliorare la qualità della vita. Anche la fitoterapia, grazie all’uso di estratti naturali con proprietà antinfiammatorie e regolatrici ormonali, può offrire sollievo dai sintomi.  È però sempre consigliabile consultare un professionista prima di adottare qualsiasi trattamento alternativo. Conclusioni Seguire una dieta mirata può contribuire a ridurre i sintomi dell’endometriosi, migliorare la qualità della vita e favorire il benessere generale. Scegliere alimenti antinfiammatori e ricchi di nutrienti aiuta a modulare la risposta ormonale e a ridurre l’infiammazione, due aspetti chiave nella gestione della malattia. Ogni donna ha esigenze nutrizionali diverse e non esiste una dieta unica valida per tutte. Rivolgersi a un nutrizionista o a un medico specializzato è fondamentale per strutturare un piano alimentare personalizzato. Un professionista potrà valutare eventuali carenze nutrizionali, individuare gli alimenti più adatti al proprio organismo e fornire consigli su misura per migliorare il benessere complessivo. Soffri di endometriosi? Una corretta alimentazione può aiutarti a ridurre l’infiammazione, alleviare i sintomi e migliorare il tuo benessere generale. Prenota una visita nutrizionistica oggi stesso e scopri come la dieta può fare la differenza nella

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